Meditazione al Vangelo domenica 8 Novembre 2026
La XXXII Domenica del Tempo Ordinario propone l’attesa
Tutti noi siamo sempre in attesa di qualcosa: di una notizia buona, della riuscita di un evento, della risoluzione di un problema che ci ha messo ansia, di un ricongiungimento dopo una rappacificazione ecc. Ma si pensa poco al momento del nostro viaggio nella Patria Celeste e se abbiamo le valigie in ordine.
In merito a questo, Gesù ci racconta una parabola che parla di un’attesa vigilante che riguarda la nostra anima in riferimento al Regno dei Cieli: la parabola delle cinque vergini previdenti come antitesi alle cinque vergini stolte; tutte e dieci aspiranti al Regno dei Cieli, ma con un diverso comportamento di vita.
Tante sono le persone che si danno a una vita dissoluta pensando che l’ora della dipartita non giunga mai per loro. Consumano tutto l’olio che il Signore dona senza preoccuparsi “dell’ultima fermata”. Spesso in queste persone c’è una particolare attenzione al successo, al denaro, al consumo del “tutto e subito”, alla notorietà, alla vana gloria, ai “red carpet” ecc. Una vita che “brucia” in fretta tutto l’olio, tanto che le lampade, spegnendosi, lasciano il passo alle fitte tenebre.
Queste vergini stolte della parabola, saputo dell’arrivo dello Sposo e terminato l’olio, cercano di riparare chiedendo olio alle vergini previdenti, che ne avevano fatto una certa scorta, ma trovano un diniego: “No, che non abbia a mancare per noi e per voi”. Questa risposta le costringe ad andare a comprare l’olio, ma, ritornate al palazzo, trovano la porta chiusa e, al loro bussare, lo Sposo dice: “Non vi conosco”.
Le vergini previdenti invece conservano l’olio donato dal Signore e sono in continua attesa senza addormentarsi né lasciarsi attrarre dalle gioie effimere, ma mantenendo sempre uno stato di vigilanza. Ma come si può essere vigilanti in questo mondo? Con la luce della fede, con la speranza dell’essere accolti dallo Sposo, con la preghiera, la carità e la pratica della Parola. Quelle vergini vigilanti troveranno l’Amore dello Sposo, che le riconoscerà per la loro perseveranza e per la loro attesa previdente.
Un giorno chiesero a San Domenico Savio, allora impegnato in una partita di calcio: “Se il Signore dovesse chiamarti ora, cosa faresti?”. Egli rispose: “Continuerei a giocare al pallone”.
Vivere intensamente e bene ogni ora della giornata e sfruttare il giorno donato dal Signore come se fosse l’ultimo; essere sempre vigilanti perché da un momento all’altro può arrivare l’incontro con lo Sposo. Perché conclude Gesù: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”.
Rosario Colianni
del M. M. Giovani Insieme
e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)
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