Meditazione al Vangelo domenicale 6 Settembre 2026

La XXIII domenica del tempo ordinario ci insegna la correzione fraterna

A cura di EnnaVivi EnnaVivi
31 agosto 2026 07:00
Meditazione al Vangelo domenicale 6 Settembre 2026 -
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Gesù ci invita a non avere rancore e a non sparlare coloro che ci hanno ferito. Difatti è frequente reagire sparlando alle spalle per cercare le nostre ragioni e screditare chi ci ha fatto del male. Questo atteggiamento va contro la logica dell’Amore Misericordioso.

Gesù ci insegna il parlare a tu per tu. Un dialogo che deve essere sempre chiaro e sincero. Se si affronta in umiltà un conflitto può essere che il fratello che ha sbagliato possa essere “guadagnato” con il suo ravvedimento.

Gesù ci chiede di superare l’orgoglio, anziché lamentarci e sparlare, e promuovere la riconciliazione misericordiosa.

Questo vale allo stesso modo se vediamo un peccato o uno sbaglio anche se non direttamente rivolto alla nostra persona: allora è dovere parlare a quattrocchi, anche se alle volte questo richiede coraggio. Sì, la correzione fraterna è una bella opera di carità, soprattutto se il nostro proposito è quello di recuperare il fratello. Purtroppo siamo troppo accondiscendenti e preferiamo stare muti anche per paura. Gesù ci chiede invece di essere coraggiosi: potrebbe bastare anche una sola buona parola per far ravvedere un fratello; in tal modo sarebbe un fratello “trovato”. Altro che “facciamoci i fatti nostri”, e peggio ancora se lo giudichiamo e lo critichiamo a sua insaputa. Della nostra omissione il Padre Celeste potrebbe chiederci conto.

Una promessa che Gesù ci dà con questo Vangelo è quella della sua presenza nella comunità: “Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”. Gesù non ci dice “dieci o cento”, ma bastano solo “due” ad essere insieme, un numero minimo, per essere in mezzo a loro. La preghiera in comunità prende potenza perché è sempre assistita da Gesù in Persona.

Rosario Colianni

del M.M. Giovani Insieme

e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)