Meditazione Vangelo domenica 13 settembre 2026

In questa XIV domenica del Tempo Ordinario il Vangelo propone il perdono

A cura di EnnaVivi EnnaVivi
07 settembre 2026 07:00
Meditazione Vangelo domenica 13 settembre 2026 -
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Pietro chiede a Gesù quante volte bisogna perdonare: “Fino a sette volte?”.

Il perdono, come insegna Gesù, deve essere perpetuo ed infinito: “Non dico sette volte, ma fino a settanta volte sette”. Il perdono cristiano è accogliere l’altro oltre ogni logica di calcolo umano, imitando la misericordia del Padre Celeste.

Gesù, per far comprendere l’importanza del perdono, racconta una parabola riguardante un re che ebbe compassione di un servo che gli doveva una grande quantità di talenti ma che non era in grado di restituirli. Inizialmente il re ordinò che questo servo fosse venduto insieme alla sua famiglia per poter saldare il debito. Il servo supplicò il re dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il re ne ebbe compassione e lo lasciò andare condonandogli il debito, tanta era la sua misericordia.

In questa prima parte della parabola abbiamo un re che si muove a compassione di chi non è nelle possibilità di restituirgli ciò che era stato prestato. Quel prestito, per la misericordia del re, diviene un dono per il servo che lo aveva supplicato. Per tale dono il servo avrebbe dovuto rallegrarsi, vista la bontà del re e il grande condono, considerando il suo debito tanto consistente di diecimila talenti.

In questa parte mi viene da pensare a quante volte abbiamo offeso il cielo con parole, fatti, abomini, malvagità che hanno fatto piangere il cielo. Eppure Dio Padre ha sempre “chiuso un occhio” e ci ha riabilitati alla vita con il suo perdono, ridonandoci piena fiducia.

Questa parte del Vangelo mi riporta al senso del “Con Dono” di tutti i nostri peccati e mancanze da parte del Padre Celeste, per Sua infinita Misericordia. Di conseguenza, per l’allineamento all’Amore del Padre, anche noi siamo chiamati a perdonare i fratelli per i torti subiti. Questo ultimo concetto è espresso chiaramente da Gesù nella seconda parte della parabola:

“Difatti il servo al quale il re aveva condonato tanto, incontrato un altro servo che gli doveva pochi talenti, lo prese al collo fino a soffocarlo dicendo: – Restituisci quello che devi. Il servo gli rispose: – Abbi pazienza con me, ti restituirò. Ma egli lo fece mettere in prigione fino a che non avesse pagato il debito. Quel servo malvagio non aveva avuto compassione, malgrado il re ne avesse avuta grandemente per lui. Il re, saputolo, fece prendere quel servo malvagio e lo diede in mano agli aguzzini finché non avesse restituito il dovuto”.

Al termine della parabola Gesù dà il suo senso: “Così anche il Padre mio celeste farà di voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello”.

Chi ha sperimentato la grazia e la remissione dei propri errori da parte del Padre non può chiudere il cuore alle mancanze dei fratelli.

Perdonaci, Signore, per tutte le nostre mancanze, perché siamo bisognosi continuamente del tuo Perdono, e donaci la capacità di perdonare nel profondo del cuore tutti coloro che ci feriscono.

Rosario Colianni

del M.M. Giovani Insieme

e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)