Pillole by Massimo Greco. Querelle Prefetto, Soprintendente e Sindaco
Querelle ennese sulla toponomastica
E’ un vero peccato che la querelle ennese di questi caldi giorni si sia sviluppata sulla toponomastica, una pregiata disciplina in cui ad interagire sono i tre livelli istituzionali più significativi che compongono la Repubblica: lo Stato (tramite il Prefetto), la Regione (tramite la Soprintendenza BB.CC.) e un’Autonomia locale (tramite il Comune). Ci piace qui evidenziare un aspetto che è sfuggito ai più e cioè un uso della semantica linguistica non consono al rigore richiesto agli atti attraverso i quali le Pubbliche Amministrazioni veicolano all’esterno le rispettive volontà.
Al netto delle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali, la cui efficacia acquista qualità se condita da “umanizzazione” ed “empatìa”, gli atti della P.A. devono essere freddi e, dalla lettura di questi, mai deve emergere il retro-pensiero del suo autore.
A differenza della corrispondenza epistolare tra privati, in cui notoriamente operano libertà di espressione, di coscienza e financo licenza poetica, il faro orientativo della P.A. è rappresentato esclusivamente dal principio di legalità, secondo cui ogni potere pubblico deve trovare fondamento e limite in una legge, a garanzia dei diritti dei cittadini contro l'arbitrio.
Se a questo si aggiunge che la leale collaborazione tra le Istituzioni non è affatto una pratica facoltativa, il problema sorto non può che trovare composizione, come è giusto che sia.
Riferimento news:
Enna. Prefetto scrive a Sindaco 'seguire norme' per intitolazione delle vie - copia lettera
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