Poste Italiane trasferisce la Direzione provinciale da Enna a Caltanissetta
Ulteriore segnale di una tendenza che da anni impoverisce il nostro territorio
On. Fabio Venezia, deputato PD all'Ars: "Il recente piano di riassetto e razionalizzazione organizzativa di Poste italiane prevede, già a partire dal prossimo ottobre, l'accorpamento della Direzione provinciale di Enna con quella di Caltanissetta. Tale scelta penalizza ancora una volta il territorio ennese e desta non poche preoccupazioni da parte dei lavoratori della filiale, dei cittadini e delle principali sigle sindacali. I rischi legati a un progressivo depotenziamento dei presidi pubblici essenziali del territorio e a un fenomeno di desertificazione istituzionale ci impone una immediata presa di posizione. Stamattina abbiamo depositato un'apposita interpellanza parlamentare per chiedere un intervento urgente del Governo regionale nei confronti di Poste italiane al fine di rivedere questa scelta scellerata che priva le comunità locali di un interlocutore diretto e rischia di compromettere l’efficienza e la prossimità delle prestazioni rese a cittadini, imprese e professionisti".
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La difesa della Deputata on. Eliana Longi: "Non significa chiusura degli uffici, ma nuova organizzazione"
"In queste ore circolano ricostruzioni sul futuro dell’organizzazione territoriale di Poste Italiane che rischiano di alimentare allarmismi e confusione. È importante riportare il dibattito alla realtà dei fatti. L’eventuale riorganizzazione delle strutture dirigenziali non significa la chiusura degli uffici postali né un disimpegno dal territorio, ma una redistribuzione delle competenze per rafforzare il presidio territoriale, migliorare l’organizzazione degli uffici e garantire servizi sempre più efficienti ai cittadini. Nel caso della nuova Filiale che accorperà Enna e Caltanissetta, il personale degli attuali staff resterà operativo sui rispettivi territori: cambierà l’assetto organizzativo, non la presenza dei servizi. La riorganizzazione si inserisce inoltre in un accordo raggiunto e condiviso con le organizzazioni sindacali, con importanti garanzie occupazionali. Per il biennio 2026-2027 sono previste 8.300 nuove assunzioni, oltre a stabilizzazioni e mobilità nazionale, a conferma della volontà di rafforzare e non ridurre la presenza di Poste sul territorio. Per questo eviterei polemiche costruite su informazioni parziali o sulla presunta conoscenza della situazione dei lavoratori e dei posti di lavoro. Prima di lanciare allarmi sarebbe opportuno conoscere nel dettaglio i provvedimenti e confrontarsi con chi, quotidianamente, lavora per garantire i servizi. Il territorio non viene abbandonato: viene riorganizzato per essere servito meglio".
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Nota del Segretario PD di Enna Giuseppe Seminara
La decisione di trasferire la Direzione provinciale di Poste Italiane da Enna a Caltanissetta rappresenta un ulteriore segnale di una tendenza che da anni impoverisce il nostro territorio. Non si tratta soltanto di una questione organizzativa: ogni volta che un presidio dello Stato viene ridimensionato, si indebolisce la capacità di un territorio di garantire servizi, occupazione, rappresentanza istituzionale e prospettive di sviluppo.
Gli uffici postali e le loro strutture direzionali non sono semplici sedi amministrative. Rappresentano un punto di riferimento essenziale per cittadini, imprese e amministrazioni locali, soprattutto nelle aree interne dove la presenza dello Stato assume un valore ancora più importante. Difendere questi presìdi significa difendere il diritto dei cittadini ad avere servizi di qualità senza essere considerati territori di serie B.
Ancora più grave è il silenzio degli esponenti del centrodestra che rappresentano il nostro territorio nelle istituzioni regionali e nazionali. Da chi è stato eletto per tutelare Enna e la sua provincia ci si aspetterebbe una battaglia politica forte, non una difesa acritica di decisioni che continuano a penalizzare la nostra comunità.
Aspettiamo ancora di conoscere le ragioni per cui gli esponenti del centrodestra hanno votato contro l'emendamento presentato dall'On. Stefania Marino per il completamento della SS117 Nord-Sud, un'infrastruttura fondamentale per collegare l'entroterra siciliano e favorire lo sviluppo economico dell'intera area. Una scelta che continua a rimanere incomprensibile.
Viene il dubbio che, per qualcuno, sia più importante non contraddire le segreterie nazionali e garantirsi una futura ricandidatura che difendere gli interessi del territorio che rappresenta. Del resto, troppo spesso assistiamo a parlamentari che non si battono né per il collegio nel quale sono stati eletti né per la terra in cui sono nati e cresciuti. È tutta una questione di priorità.
In questo contesto va invece sottolineato il lavoro istituzionale avviato dal Sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, insieme al Sindaco di Caltanissetta, Walter Tesauro. Un percorso improntato alla collaborazione e non alla contrapposizione, con l'obiettivo di rafforzare i servizi dell'intera Sicilia centrale.
Come ha affermato il Sindaco Crisafulli, Enna e Caltanissetta non devono farsi concorrenza, ma costruire insieme una strategia per chiedere con maggiore forza alla Regione il potenziamento dei servizi. È questa la strada giusta: unire le forze delle aree interne per contrastare lo spopolamento, sostenere economia e formazione e restituire centralità a territori che non possono continuare ad essere considerati periferie.
Proprio per questo, però, è indispensabile che Governo nazionale e Governo regionale invertano finalmente la rotta: basta sottrarre funzioni e servizi all'entroterra siciliano. Le aree interne non chiedono privilegi, ma il rispetto che meritano e le stesse opportunità garantite al resto della Sicilia.
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