Università di Amsterdam restituisce la Pisside centuripina

Scarpinato: «Basi per proficua collaborazione con i Paesi Bassi»

A cura di EnnaVivi EnnaVivi
07 ottobre 2026 15:29
Università di Amsterdam restituisce la Pisside centuripina -
Condividi

Rientra a casa la Pisside centuripina, un vaso in terracotta con coperchio, raffigurante una scena nuziale, risalente al III secolo a.C. Si tratta di un atto di donazione volontaria da parte del museo archeologico Allard Pierson dell’università di Amsterdam che aveva acquistato il prezioso oggetto nel 1997 da un commerciante d’arte svizzero.

«Desidero ringraziare l’università per questo atto di grande generosità e responsabilità che segna un passaggio importante nei rapporti di collaborazione tra i Paesi Bassi e la Sicilia – ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – Siamo profondamente orgogliosi e contenti per questo ritorno a casa che non potrà che accrescere il potere attrattivo delle preziose collezioni che rappresentano la rara ceramica originaria di Centuripe. La Pisside sarà esposta stabilmente presso il museo regionale della cittadina nell'Ennese».

L’Allard Pierson ha sottolineato, con questa restituzione volontaria, l’importanza di una gestione responsabile, trasparente e collaborativa del patrimonio culturale e di un atto simbolico che non rappresenta un punto d’arrivo ma l’inizio di un’ulteriore collaborazione con le autorità siciliane, i ricercatori e le istituzioni museali nel campo della ricerca sulla provenienza.

Alla cerimonia, che si è tenuta all’università di Amsterdam, hanno partecipato l’assessore Scarpinato, insieme al direttore del dipartimento dei Beni culturali Mario La Rocca; il comandante del nucleo Tutela patrimonio culturale di Palermo dei Carabinieri tenente Vincenzo De Felice; il direttore della Biblioteca dell’università di Amsterdam Carlos Reijnen; l’ambasciatore per la Cooperazione culturale internazionale Daniel Stork; l’ambasciatore d’Italia nei Paesi Bassi Augusto Massari; il responsabile della ricerca sulla provenienza delle collezioni archeologiche dell’Allard Pierson Rogier Kalkers.

Scheda tecnica

Dal 1997 la Pisside di Centuripe ha fatto parte della collezione archeologica dell’Allard Pierson di Amsterdam. All’epoca dell’acquisizione, il venditore dichiarò che l’oggetto proveniva da una collezione privata svizzera precedente al 1970, anno di adozione della Convenzione Unesco contro l'illecita importazione, esportazione e trasferimento di beni culturali. Tuttavia, a corredo dell’acquisto non furono fornite né licenze di esportazione né ulteriori documenti sulla provenienza.

All’epoca, l’acquisto di beni privi di una documentazione certa non era insolito nei Paesi Bassi e non costituiva un illecito secondo la legge olandese. In Italia vigeva e vige un rigido divieto di scavo e di esportazione di reperti archeologici senza l'esplicita autorizzazione dello Stato.

La svolta è arrivata vent'anni più tardi, nel 2017, quando l’Allard Pierson ha ricevuto dalle autorità siciliane una richiesta di restituzione. Decisive sono state alcune fotografie storiche del vaso, scattate prima del restauro ed entrate in possesso di SiciliAntica, l'associazione culturale e storica di Centuripe. Dalle immagini è emerso che l'oggetto non apparteneva ad alcuna "antica collezione" svizzera, ma proveniva con ogni probabilità da circuiti illeciti, un'ipotesi fortemente corroborata dalla documentata presenza di scavi clandestini nelle tombe a camera della zona.

Dal punto di vista strettamente giuridico, tuttavia, l’operazione originaria non violava le norme locali: i Paesi Bassi hanno ratificato la Convenzione Unesco del 1970 solo nel 2009 (con una legge di attuazione confluita nel 2016 nella Legge sul patrimonio culturale) e la normativa non ha efficacia retroattiva. Non sussisteva, pertanto, alcun obbligo legale di restituzione.

Nonostante la piena regolarità formale dell'acquisto sotto il profilo del diritto olandese, l’Allard Pierson ha scelto di compiere un passo etico, decidendo di restituire volontariamente la pisside alla sua terra d'origine.

foto della riconsegna della Pisside centuripina

  • - -

  • Comunicato Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale  - Enna

    Un capolavoro dell’arte ellenistica ritrova la sua naturale collocazione. Grazie a una complessa operazione di polizia giudiziaria e diplomazia culturale, la celebre “pisside policroma centuripina” è rientrata definitivamente in Italia per essere restituita al Museo Archeologico di Centuripe. Il risultato è il frutto della sinergia tra il Reparto Operativo – Cooperazione Internazionale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, il Nucleo Carabinieri TPC di Palermo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Enna e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, uniti alla fondamentale collaborazione delle autorità olandesi.
    La pisside, una rara ed eccezionale ceramica dipinta dotata di coperchio, riccamente decorata e risalente al III secolo a.C., rappresenta una delle testimonianze più preziose della produzione manifatturiera dell’antica Centuripe. Dal 1997 il manufatto figurava tra i pezzi pregiati dell’Allard Pierson, il museo delle collezioni patrimoniali dell’Università di Amsterdam, che l’aveva acquistata da un commerciante d’arte a Maastricht. All’epoca, il venditore aveva dichiarato che il reperto proveniva da una collezione privata svizzera antecedente al 1970 (anno della Convenzione UNESCO contro il traffico illecito di beni culturali).
    Tuttavia, l’acquisto non era accompagnato da alcuna documentazione sulla tracciabilità né da una licenza d’esportazione. Sebbene all’epoca il diritto olandese non vietasse l’acquisizione di beni privi di provenienza documentata, la normativa italiana ne proibiva già da allora rigorosamente lo scavo archeologico e l’esportazione in assenza di autorizzazione statale.
    L’indagine ha avuto origine nell’ottobre 2016, a seguito di una segnalazione dell’associazione culturale SiciliAntica. Nell’acquisire l’archivio di un fotografo locale scomparso, l’associazione ha ritrovato un dettaglio decisivo, ossia lo stesso rullino conteneva sia gli scatti della pisside sia le immagini di un matrimonio celebrato a Centuripe nel 1976.
    Questa scoperta scientifica e probatoria ha dimostrato in modo inconfutabile che il reperto si trovava ancora in territorio siciliano ben oltre il 1970, confermando l’ipotesi di uno scavo e di un’esportazione clandestini. Ricevuta la segnalazione, i Carabinieri del Nucleo TPC di Palermo hanno accertato la perfetta corrispondenza tra l’opera fotografata in passato e quella esposta ad Amsterdam, verificando al contempo la totale assenza di licenze di esportazione. Su queste basi, la Procura della Repubblica di Enna ha emesso una richiesta di rogatoria internazionale rivolta all’Autorità Giudiziaria olandese.
    Posta di fronte all’evidenza storica e scientifica, la Direzione dell’Allard Pierson e le autorità olandesi hanno rinunciato ad avvalersi di difese giuridiche o far valere l'intervenuta prescrizione. Con una straordinaria sensibilità etica, l’istituzione olandese ha scelto la via del dialogo e della restituzione spontanea.
    Il procedimento giudiziario si è così trasformato in un virtuoso percorso diplomatico e scientifico. Dopo un primo accordo preliminare siglato nell’autunno del 2021 tra la direzione del museo olandese e l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, si giunge oggi alla fase conclusiva con l’effettivo rimpatrio della pisside. L’operazione segna non solo il recupero di un tesoro trafugato, ma anche l’avvio di un’intensa collaborazione di ricerca internazionale tra la Sicilia e l’Università di Amsterdam.