Aidone. Raimondi (Sifus): Ridiamo dignità lavorativa a una provincia sfinita o la protesta si sposterà nelle piazze

Non è più tempo di cerimonie ma di bilanci drastici per una provincia che sta morendo d'inedia

02 maggio 2026 09:00
Aidone. Raimondi (Sifus): Ridiamo dignità lavorativa a una provincia sfinita o la protesta si sposterà nelle piazze -
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Aidone.  In occasione della Festa dei Lavoratori, del 1 maggio, il segretario del settore forestale Sifus Cias Enna, Domenico Raimondi, assesta un attacco frontale contro la gestione politica del territorio. “Non è più tempo di cerimonie – afferma Raimondi- ma di bilanci drastici per una provincia che sta morendo d'inedia”. Il segretario usa parole chiare per descrivere il paradosso della burocrazia e della politica regionale: "Siamo stanchi della solita retorica- prosegue Raimondi- di quella “cultura del fare” che serve solo a riempire pagine di giornali per poi, all'atto pratico, non produrre nulla. È un meccanismo perverso che annuncia riforme senza mai attuarle, lasciando i lavoratori nel limbo. Questa stagione di promesse a vuoto è finita: i lavoratori forestali e i cittadini di Aidone non accettano più di essere presi in giro”. Il cuore della protesta del Sifus riguarda la fame di lavoro che attanaglia l'Ennese: "Bisogna ristabilire la dignità lavorativa in una provincia che vive ogni giorno lo spettro del lavoro mancante, aggiunge. Non chiediamo assistenza, chiediamo di poter lavorare con continuità e dignità senza dover elemosinare un rinnovo contrattuale ogni pochi mesi. La provincia di Enna non può essere il fanalino di coda della Sicilia per occupazione e servizi”. Il segretario torna a denunciare il costo umano di questo immobilismo e dichiara: "Ogni giovane che parte da Aidone per cercare fortuna all'estero è una sconfitta dello Stato. Stiamo strappando i figli ai propri genitori perché la politica ha scelto di non investire. Il riordino forestale non è solo una pratica sindacale, è l'ultimo argine contro lo spopolamento. Senza stabilità occupazionale, il destino dei nostri comuni è segnato: diventeremo paesi fantasma." Le richieste del Sifus Cias vanno dalla concretezza immediata basata su fatti legislativi per il riordino del comparto. Stabilità occupazionale: trasformando il precariato forestale in una risorsa strutturale per la tutela del territorio e dei siti culturali come Morgantina. Piano straordinario per l'occupazione con interventi mirati per l'entroterra ennese così da fermare l'emorragia migratoria. "Il tempo delle attese è scaduto - conclude Raimondi- o si restituisce dignità al lavoro a questa provincia o la protesta si sposterà nelle piazze. La Sicilia non finisce sulla costa, l'entroterra reclama il suo diritto a esistere".

Angela Rita Palermo