Assolto l’ex comandante dei Carabinieri Lombardi: «Nessuna pressione sul Vescovo Gisana»
Nessuna pressione sul vescovo di Piazza Armerina, Rosario Gisana, per ottenere la benemerenza del Santo Sepolcro. Il Tribunale di Enna mette la parola fine a una vicenda iniziata cinque anni fa
Il Tribunale di Enna ha assolto con la formula piena “perché il fatto non sussiste” il Colonnello Saverio Lombardi, già comandante provinciale dei Carabinieri di Enna dal 2018 al 2021 ed ex comandante del Reparto Operativo di Lecce. Si chiude così una vicenda giudiziaria nata da un’intercettazione telefonica tra Lombardi e don Nino Rivoli, vicario del vescovo Gisana. L'audio era stato acquisito dalla Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Enna, nell’ambito delle indagini sul “caso Rugolo”, il sacerdote condannato in appello a 3 anni per violenza sessuale su minori.
L'accusa
L’accusa, che aveva portato al rinvio a giudizio per un presunto tentativo di induzione indebita a dare o promettere utilità, sosteneva che l'alto ufficiale dell’Arma avesse concordato un incontro serale in borghese con il vescovo per discutere del caso Rugolo. Secondo la tesi inquirente, Lombardi avrebbe consigliato al presule di sostituire il legale della difesa – ipotizzando un coinvolgimento dell'avvocato in indagini per associazione mafiosa – suggerendone un altro in cambio della concessione della benemerenza del Santo Sepolcro.
Tuttavia, la strategia difensiva portata avanti dall’avvocato Rinaldo Alvisi ha smontato nel corso del dibattimento i cardini del teorema accusatorio.
La difesa ha ottenuto l’estromissione dalle prove delle testimonianze di alcuni dirigenti della Mobile relative proprio alle intercettazioni e ha dimostrato, attraverso l'esame dell'imputato e dei testimoni, l'estraneità di Lombardi ai fatti.
È emerso chiaramente che i riferimenti alla benemerenza erano antecedenti e del tutto slegati dalla visita al vescovo, avendo carattere meramente informativo sulle procedure di accesso al cavalierato. Decisive sono state anche le deposizioni del vescovo Gisana e di don Rivoli, i quali hanno categoricamente smentito ogni tipo di pressione o richiesta illecita.
Di fronte a tali evidenze, la stessa Procura ha formulato richiesta di assoluzione. Il Colonnello Lombardi, che nel frattempo ha prestato servizio a Bari come capo ufficio del personale e poi dell'ufficio logistico prima di andare recentemente in quiescenza, vede così riabilitata la propria immagine.
“Sono gli stessi atti processuali a raccontare con chiarezza che Saverio Lombardi è una persona perbene e un uomo delle istituzioni”, ha commentato l’avvocato Alvisi. “La formula ‘perché il fatto non sussiste’ pronunciata in aula è la conferma definitiva della sua correttezza”.
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