Caso Rugolo: ora si attende il pronunciamento del Dicastero per la Dottrina della Fede

Caso Rugolo, si chiude definitivamente il processo penale, Cassazione conferma la condanna del giudizio di appello

A cura di Blogger Blogger
18 maggio 2026 18:31
Caso Rugolo: ora si attende il pronunciamento del Dicastero per la Dottrina della Fede -
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Il 14 maggio la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna a tre anni di reclusione per il sacerdote Giuseppe Rugolo, accusato di violenza sessuale su minori. Si tratta del terzo e ultimo grado di giudizio, che rende definitiva la sentenza emessa lo scorso anno dalla Corte d’Appello di Caltanissetta.

La Suprema Corte ha inoltre dichiarato inammissibili tutti i ricorsi che erano stati presentati: sia il ricorso difensivo dai legali di Rugolo, sia quello della Procura generale di Caltanissetta. I magistrati nisseni avevano infatti contestato il riconoscimento della lieve entità dei fatti, elemento che in secondo grado aveva ridotto la pena dai 4 anni e 6 mesi del primo grado stabiliti dal Tribunale di Enna ai 3 anni di condanna ora divenuta definitiva.

Il 15 maggio l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Caltanissetta ha emanato un Ordine esecuzione per la carcerazione e Decreto di sospensione del medesimo nei confronti di Rugolo. Ha inoltre definito le pene accessorie: Perdita perpetua del diritto agli alimenti; interdizione dai pubblici uffici per 5 anni; interdizione perpetua dall’esercizio di Tutela e Curatela; perdita perpetua dei diritti successori verso la persona offesa; interdizione perpetua da incarichi, uffici e servizi in scuole e istituti pubblici e privati.

Il condannato ha già espiato un anno, un mese e 7 giorni di arresti domiciliari per cui risultano ancora da espiare un anno, dieci mesi e 23 giorni. Tale pena, si evince dall’Ordine di esecuzione, rimane sospesa per trenta giorni, termine entro il quale l’interessato potrà chiedere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione quali l’affidamento in prova ai servizi sociali, oppure la detenzione domiciliare o l’ammissione alla semilibertà.

Per quanto riguarda il procedimento canonico nei confronti di don Rugolo, si attende ora il pronunciamento definitivo del Dicastero per la Dottrina della Fede al ricorso presentato dallo stesso contro la sentenza di secondo grado che lo condannava alla dimissione dello stato clericale, presentato tramite il suo avvocato il 9 febbraio 2026.

Giuseppe Rabita settegiorni.net