Chiamatemi Dio o semplicemente Angelo della Morte

Chiamatemi Dio o semplicemente Angelo della Morte. Così usava dire a colleghi e amici il Cazzaniga e Protocollo Cazzaniga era “modus eliminandi” di invisi a lui o alla di lui amante. La morte farmac...

A cura di Pippo Pippo
02 dicembre 2016 17:49
Chiamatemi Dio o semplicemente Angelo della Morte -
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Chiamatemi Dio o semplicemente Angelo della Morte. Così usava dire a colleghi e amici il Cazzaniga e Protocollo Cazzaniga era “modus eliminandi” di invisi a lui o alla di lui amante. La morte farmacologica è quella che non crea rogne giudiziarie e lo hanno appurato nel corso degli anni quanti al veleno sono ricorsi per sbarazzarsi di coniugi, amanti, parenti e pure figli. A Saronno era prassi. Oltre 50 sono le cartelle cliniche all'esame dei carabinieri. 50 persone ammazzate in un pubblico ospedale per volontà di due deliranti operatori sanitari e per l’omertà di colleghi e superiori che sapendo hanno taciuto. Baronie sono gli ospedali italiani, baronie spartite fra medici e affiliati, che della salute elargita o negata hanno fatto bastone di comando. Al dottore non si può far dispiacere e dunque si vota così come il dottore vuole e si compiace il dottore come meglio si può perché ne vale dalla vita propria e dei propri cari. L’orrore ministra Lorenzin è questo. In Italia la sanità è cosa loro e il malato deve sottostare ai capricci di una casta intoccabile. I nosocomi sono castelli fortificati e la delinquenziale gestione di farmaci e posti letto ha creato complicità e connivenza fra i malati, che preferiscono adeguarsi piuttosto che ribellarsi perché del dottore si ha sempre bisogno in Pronto Soccorso. Le dosi di oppioidi + benzodiazepine+ ipnotici applicati ai prescelti dal nuovo Engels erano state riconosciute come “eccessive” dai vertici dell’ospedale, ma nessun provvedimento era stato preso. Negli ospedali i farmaci mancano, le strutture difettano, ma a quanto pare quando si vuole esercitare il proprio dominio tutto si trova e farmaci e ferri. Nel registro degli indagati sono state iscritti i camici bianchi, che avrebbero dovuto tutelare la vita dei pazienti e che non hanno impedito la morte dei malati per omessa denuncia, favoreggiamento personale, falso ideologico e per aver certificato false patologie al fine di convincere una delle vittime di una malattia inesistente: quel diabete di cui il marito dell’infermiera non soffriva e che, per chi indaga, è stato usato per avvelenarlo fino alla morte.


Gabriella Grasso