Cinquecento pellegrini giovedì sera sono partiti da Troina alla volta del bosco per andare a toccare l’alloro

Troina. I pellegrini a piedi percorreranno 80 chilometri dalla chiesa di San Silvestro a lui dedicata, fino al campo base sui monti Nebrodi

A cura di Blogger Blogger
23 maggio 2026 13:58
Cinquecento pellegrini giovedì sera sono partiti da Troina alla volta del bosco per andare a toccare l’alloro -
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È il rituale che ogni anno si ripete nel mese di maggio, un mese di festa, ma soprattutto di profonda devozione al proprio Patrono, San Silvestro Monaco di Troina.

Giovedi, infatti, ha preso il via il Festino con la partenza dei “Ramari”, i pellegrini che a piedi percorreranno 80 chilometri, andata e ritorno, dalla chiesa di San Silvestro a lui dedicata, fino al campo base sui monti Nebrodi, e torneranno oggi, per poi sfilare domenica per le vie del paese. La settimana successiva, il venerdi questa volta, toccherà ai “Ddarara” raggiungere il bosco, loro lo faranno a cavallo, per poi sfilare per le strade del paese l’ultima domenica di maggio. Infine, il Festino si concluderà la prima domenica di giugno, col passaggio del Fercolo del Santo.

Un evento unico che racconta una profonda spiritualità, quella dei pellegrini che, dopo un anno di attesa e preparativi, si accingono a compiere il viaggio verso il bosco per andare a toccare l’alloro, dando seguito “a prummisioni”, la promessa, il patto che hanno stretto colo loro Santo.

I pellegrini tornano a Troina da ogni parte del mondo per mantenere fede alla propria promessa, un momento di festa per tutto il paese che a maggio ritrova il suo antico splendore.

Non poche le difficoltà che i “Ramari” dovranno superare, oltre al cammino fatto su strade impervie, infatti, le condizioni meterologiche degli ultimi giorni metteranno a dura prova il loro fisico, che dopo aver macinato tutti quei chilometri, dovrà calarsi lungo la parete rocciosa della montagna per andare a toccare il sacro alloro. Una prova di forza e coraggio che mette a dura prova soprattutto l’animo. Tanti partono per devozione, altri chidono una grazia, ma chi torna dal viaggio testimonia un rinnovamento del proprio cuore, della propria fede, ed è questo il miracolo più grande.

La messa di ieri è stata celebrata al campo base da monsignor Giuseppe Schillaci, Vescovo di Nicosia.