CRISI IN IRAN. LA PROVINCIA DI ENNA CANDIDATA A PROSSIMA BASE NATO
CRISI IN IRAN. LA PROVINCIA DI ENNA CANDIDATA A PROSSIMA BASE NATO. Ministro Crosetto smentisce
Sta trapelando nelle ultime ore la notizia di un presunto incontro tra i vertici della ricostituita Provincia di Enna, i Sindaci della Provincia e gli onorevoli regionali con esponenti della Nato per valutare la costituzione di una nuova base militare in cui effettuare esercitazioni militari ed essere un presidio alla luce della precaria situazione geopolitica.
Si andrebbe verso la costituzione di un presidio diffuso, abbracciando i territori di diversi comuni della Provincia. Nello specifico sembrerebbe che nel territorio tra Nicosia e Sperlinga nasceranno hangar di progettazione, costruzione e test di elicotteri militari della famiglia AW101, LUH e NH90. Nel territorio di Troina, essendo più sopraelevato, nascerà un teleporto con 10 antenne del diametro di 9 metri ciascuna operanti in banda Ka per le comunicazioni con i militari.
A Enna, precisamente a Pergusa, sarà creata una piattaforma per la progettazione e prima costruzione di navi da guerra della classe Duilio, nonché, in non precisati locali di Enna Alta, la creazione di una fabbrica di cannoni navali e missili.
A Piazza Armerina, e comunque tutto il sud della Provincia di Enna, apriranno gli stabilimenti per la produzione dell’artiglieria di terra con in testa il celeberrimo C2 Ariete, un carrarmato modernissimo e con una gittata chilometrica.
È anche prevista la creazione di un presidio permanente delle interforze Nato, probabilmente nel territorio di Valguarnera, in cui si prevede la presenza di almeno un migliaio di soldati. Nelle stanze si fa anche il nome del generale Pesci, già noto al pubblico per aver condotto le truppe italiane qualche anno fa in teatri di guerra quali il Burkina Fasu e il Turkmenistan, a capo di tutta questa operazione e che creerà quindi una sorta di governo parallelo della provincia.
Certamente la notizia desta preoccupazione tra tutti i cittadini ennesi che vedranno stravolto il proprio territorio. Però è pur vero che in questa pesante crisi globale è sempre meglio correre ai ripari e difendersi, potendo quindi sacrificarsi anche qualche alberello o ettaro di terreno nel nome della nostra tranquillità.
Aggiornamento:
Il Ministro Guido Crosetto ha smentito la notizia, di cui sopra!
Quindi altro che non concedere Sigonella agli Americani come emerso ieri, addirittura si sta lavorando per ampliarla!
Chi ha fatto deviare la notte di venerdì scorso i velivoli americani che, senza avvertire il governo italiano, puntavano ad atterrare nella base siciliana di Sigonella per poi decollare nuovamente alla volta del Medio Oriente. Di certo, sapeva e ha deciso Guido Crosetto. E di certo era a conoscenza di quanto stava succedendo, perché è stato lui ad avvertire il capo di Stato maggiore Luciano Portolano. Sul resto, la questione si fa più complessa. Chiosa Crosetto: "Gli Usa conoscono le regole meglio di noi - spiega, sempre in privato ai suoi - Noi non siamo la Spagna e rispettiamo gli accordi’’.
Resta la necessità di spiegare una scelta, quella americana, che al momento non trova ragioni plausibili, se non quella di una forzatura con un alleato storico. È evidente il Ministro Crosetto ed il Governo dovranno provare a fornire una spiegazione accurata. Sempre che non sia prima Donald Trump o l’amministrazione Usa a rendere pubbliche ricostruzioni alternative, magari critiche rispetto all’atteggiamento di Roma.
8.2°