Difterite, l'Asp di Enna accelera sui recuperi vaccinali

Completare i cicli salva la vita, verifica capillare sull'intero territorio provinciale

A cura di EnnaVivi EnnaVivi
24 agosto 2026 17:19
Difterite, l'Asp di Enna accelera sui recuperi vaccinali  -
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La tragica vicenda di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di Palermo deceduta lo scorso 20 agosto per una possibile difterite in soggetto che non ha completato il ciclo vaccinale obbligatorio, ha riportato prepotentemente al centro del dibattito un tema che l'Italia credeva ormai aver superato: si tratta infatti della prima vittima di questa malattia infettiva nel nostro Paese dopo oltre trent'anni.

Un campanello d'allarme che nessuna autorità sanitaria può permettersi di ignorare. Proprio alla luce di quanto accaduto, con lo spirito di attenzione che il caso merita, la Direzione Strategica dell'Asp di Enna, guidata dal Direttore Generale Mario Zappia, ha disposto con effetto immediato una verifica capillare sull'intero territorio provinciale per individuare tutti i minori che non risultano avere completato le vaccinazioni previste.

L'obiettivo è quello di contattare e convocare quanto prima le famiglie interessate per recuperare le somministrazioni mancanti, fornendo al contempo un'informazione corretta, puntuale e priva di allarmismi sui reali benefici di un percorso immunitario completo.

Perché è bene ricordarlo: i vaccini hanno rappresentato una delle più straordinarie conquiste della sanità pubblica del Novecento, capaci di trasformare malattie un tempo devastanti in memorie remote, e continuano ancora oggi a proteggere non soltanto chi li riceve ma l'intera comunità, attraverso quel prezioso meccanismo di immunità collettiva che si indebolisce ogni volta che le coperture calano.

La morte di Anna Rosa, in questo senso, è la dimostrazione più dolorosa di come la diffusione di una cultura no vax, spesso alimentata da convinzioni infondate, non sia una questione di libera opinione ma un pericolo concreto, che può costare la vita ai più fragili e indifesi.

L'Asp ennese intende quindi muoversi con un approccio di ascolto e accompagnamento, infatti il percorso di recupero vaccinale sarà affiancato dal supporto degli psicologi dei consultori operanti presso le Case di Comunità, figure preziose per dialogare con i genitori più diffidenti e ricostruire quel rapporto di fiducia con le istituzioni sanitarie che rappresenta il vero antidoto contro ogni forma di scetticismo.

“Vaccinare i propri figli non è soltanto un obbligo di legge, ma un atto di responsabilità e di amore verso di loro e verso l'intera collettività — sottolinea il Direttore Sanitario Paolo La Paglia —. Completare tutte le vaccinazioni previste dal calendario significa salvare vite umane, la propria e quella degli altri. Ciò che è accaduto a Palermo ci ricorda che malattie che credevamo sconfitte possono tornare, e che l'unico modo per fermarle è la prevenzione”.

Tutte le famiglie, del territorio ennese, sono pertanto invitate a rivolgersi ai servizi dell’ASP con la certezza che solo così si può salvare la vita dei propri bambini e anche di tutti gli altri.