Due indagati per la morte dell'operaio morto a Enna, il figlio fa chiarezza: «Si è staccata una parte della gru»

La vittima, Tony Di Marco di 61 anni, era al lavoro in un campo di calcio privato nella zona "bassa" della città

A cura di Pippo Pippo
01 aprile 2026 19:02
Due indagati per la morte dell'operaio morto a Enna, il figlio fa chiarezza: «Si è staccata una parte della gru» -
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La Procura di Enna ha iscritto due persone nel registro degli indagati per omicidio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Tony Di Marco, l’operaio 61enne morto mentre era al lavoro in un campo di calcio privato nella zona "bassa" della città. I magistrati hanno disposto il sequestro della salma e conferiranno gli incarichi al medico legale per l’autopsia e ai periti che dovranno valutare lo stato dei macchinari che avrebbero causato la morte di Di Marco.

A darne notizia il quotidiano La Sicilia, oltre che l'ANSA.

L’operaio, che in primo momento era stato detto sarebbe caduto da un cestello elevatore in realtà sarebbe stato colpito da un braccio della gru che si sarebbe improvvisamente staccato. Ricoverato nel pomeriggio di lunedì scorso all’ospedale Umberto I di Enna Di Marco è morto la sera.

«Chiedo rispetto per mio padre e per la nostra famiglia», scrive sui social il figlio della vittima, Emanuel Di Marco.

«In questi giorni sono state diffuse informazioni non corrette sulla dinamica dell’incidente che ha causato la sua morte. Non è vero che sia caduto da un cestello: mio padre è stato colpito dal distacco di una parte della gru durante il lavoro».

«Al di là dei dettagli, però, il punto fondamentale è un altro: una persona è morta mentre stava lavorando. Questo non dovrebbe mai succedere. Tragedie come questa non possono e non devono più accadere. Mio padre meritava di tornare a casa».

La famiglia della vittima, assistita dagli avvocati Erminio Cimino e Luigi Ticino, ha nominato dei loro periti per provare a capire cosa sia successo. «Aspettiamo l’esito delle valutazioni medico legali e dei periti nominati dalla Procura», commentano gli avvocati della famiglia Di Marco.