Elezioni. Le peggiori 48 ore della vita di un candidato

La notte insonne di un candidato (specialmente di politico in campagna elettorale) è spesso causata dall'ansia anticipatoria

A cura di Alain Calò Alain Calò
23 maggio 2026 14:07
Elezioni. Le peggiori 48 ore della vita di un candidato -
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Silenzio. Cala il sipario sulla campagna elettorale “urlata”. E di urla ne abbiamo sentito fin troppe. Resta un forte amaro in bocca pensando a come si sia caduto in basso in diversi momenti di questa campagna elettorale che, al di là del risultato, ciò che ha prodotto è una comunità divisa e tremendamente incattivita.

Ma su questo aspetto ci si ritornerà a tempo debito. Oggi, nel silenzio totale, iniziano le peggiori 48 ore della vita di un candidato. Sono le ore “del destino”, quelle in cui si deciderà se dentro o fuori. È una prova psicologicamente dura in quanto un candidato consegna il proprio destino a centinaia, anzi migliaia, di persone esterne. E quando non si è più padroni del proprio destino ma lo si delega agli altri è caos.

La mente comincia ad andare in overthinking, pensando se si è fatto tutto quanto fosse possibile fare, facendo chiamate all’ultimo secondo, cercando di far quadrare i conti dei voti previsti, ponendosi ad una soglia di sicurezza oltre la “fluidità” del voto popolare.

Eh già, la parola magica è proprio questa: “fluidità”. Il voto non è una cosa sicura, come ogni rapporto in questa società. Bauman fu pioniere di questa espressione, portandola ad un radicalismo sfrenato che conduce l’uomo a soccombere nell’incertezza di una situazione tremendamente traballante, costretto a dover persino camminare sull’acqua.

Già me li immagino i candidati: la mattina nelle piazze a stringere mani, a offrire caffè, a promette la Luna, la sera a girarsi e rigirarsi nel letto in attesa che sia di nuovo alba. Fino a quando non arriverà prima l’alba di domani in cui si apriranno le urne in cui la tensione salirà nuovamente raggiungendo il punto più alto nella giornata di lunedì.

Non vorrei essere in loro. Buona fortuna

Alain Calò