Enna. Antonio Romano il magistrato che contribuì a scrivere la Costituzione
La figura del Sen. Romano nel ricordo dell’ex Assessore comunale Mario Orlando
In occasione delle celebrazioni del 2 Giugno e dell’ottantesimo anniversario della Costituzione italiana, torna alla luce la figura del senatore Antonio Romano, Padre Costituente che partecipò ai lavori dell’Assemblea Costituente contribuendo alla definizione dei principi fondamentali della Repubblica. Una storia che si intreccia profondamente con il territorio ennese, dove Romano lasciò un segno importante sia sul piano istituzionale sia su quello umano.
A ricordarne il percorso è l’ex assessore Mario Orlando, che ebbe modo di conoscerlo da vicino e di seguirne la carriera politica e amministrativa. Sebbene originario di Avellino, Antonio Romano sviluppò un forte legame con la Sicilia fin dal suo arrivo nella provincia di Enna nei primi anni Trenta come giovane magistrato destinato al Tribunale di Nicosia.
Secondo il racconto di Orlando, Romano giunse in Sicilia nel Venerdì Santo del 1931, scendendo alla stazione ferroviaria di Pirato di Leonforte prima di raggiungere Nicosia. Fu proprio in quella cittadina che conobbe Sarina, la donna che sarebbe diventata sua moglie e che avrebbe avuto un ruolo determinante nella sua vita personale e pubblica. Dal loro matrimonio nacquero due figli, Corrado e Bruno, quest’ultimo divenuto professore ordinario di Filosofia del Diritto all’Università La Sapienza di Roma.
Dopo il trasferimento al Tribunale di Enna, Romano assunse un ruolo di primo piano nel delicato periodo successivo allo sbarco alleato in Sicilia. Nominato presidente del Tribunale, venne scelto dal governo militare alleato per guidare la Commissione di epurazione incaricata di valutare la posizione dei funzionari pubblici compromessi con il regime Dopo il trasferimento al Tribunale di Enna, Romano assunse un ruolo di primo piano nel delicato periodo successivo allo sbarco alleato in Sicilia. Nominato presidente del Tribunale, venne scelto dal governo militare alleato per guidare la Commissione di epurazione incaricata di valutare la posizione dei funzionari pubblici compromessi con il regime fascista. Un incarico che svolse con equilibrio e senso delle istituzioni.
La svolta politica arrivò nel secondo dopoguerra, anche grazie all’influenza della moglie Sarina, figura molto attiva nella vita pubblica locale. Nel 1946 Antonio Romano venne eletto all’Assemblea Costituente, partecipando alla stesura della Carta fondamentale della Repubblica. Durante i lavori si batté in particolare per il riconoscimento dei diritti sociali e per il rafforzamento dell’autonomia della magistratura.
Per Romano, la Costituzione doveva rappresentare uno strumento capace di tutelare la dignità della persona e di fissare principi inderogabili per le future generazioni. Un impegno che lo portò a sostenere con convinzione l’indipendenza dei giudici come garanzia essenziale per la democrazia e lo Stato di diritto.
Nel 1948 venne eletto sia alla Camera dei Deputati sia al Senato, scegliendo di sedere a Palazzo Madama. Riconfermato nelle successive legislature nelle file della Democrazia Cristiana, ricoprì anche incarichi di governo come sottosegretario agli Interni e successivamente alle Poste e Telecomunicazioni.
Durante la sua attività politica mantenne sempre uno stretto rapporto con il territorio ennese. “Da uomo di governo seguì sempre con straordinaria passione i problemi della provincia di Enna, promuovendo la costruzione di numerosi uffici pubblici nel capoluogo”, ha ricordato Mario Orlando.
Al suo impegno vengono attribuite importanti opere pubbliche, tra cui il Palazzo delle Poste, il Palazzo di Giustizia, il Palazzo delle Finanze e la sede dell’Inail, oltre alla realizzazione di numerosi uffici postali nei comuni della provincia. Significativo anche il contributo fornito alla realizzazione degli invasi artificiali di Ancipa e Pozzillo, infrastrutture strategiche per l’approvvigionamento idrico della Sicilia.
Nel corso della sua lunga esperienza parlamentare, Antonio Romano si distinse inoltre per l’intensa attività legislativa e per la costante attenzione ai temi dello sviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia, risultando tra i promotori di circa 200 disegni di legge.
“A Enna riceveva i cittadini nella segreteria di via Roma, sopra l’ex Upim: c’era sempre tantissima gente in fila. È stato, in sintesi, un politico onesto, preparato e profondamente vicino al suo popolo”, ha concluso Orlando.
A distanza di decenni, la figura di Antonio Romano continua a rappresentare una pagina significativa della storia istituzionale italiana e del territorio ennese, testimoniando il contributo offerto dalla provincia di Enna alla nascita e alla costruzione della Repubblica.
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