Enna. Don Mario Petralia ha raggiunto la casa di Dio

"Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai". (Non temiamo la morte come fine, ma come inizio di una Nuova Vita in Cristo).

A cura di Blogger Blogger
25 aprile 2026 14:26
Enna. Don Mario Petralia ha raggiunto la casa di Dio -
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Due tonache, una sola bontà - Riportiamo una riflessione di Pina Vullo

"Era buono veramente Don Mario Petralia. Prete all’antica, con la talare nera dai 33 bottoni ben abbottonata fino al collo. Un po’ in carne, di quella salute rotonda che sa di affetti veri e di porte sempre aperte.

E sempre quel sorriso accennato, mai esagerato; un sorriso che ti metteva in pace prima ancora che parlasse.

Era di quella bontà che non fa rumore, di quella bontà che ti ricorda che Dio non è nel cielo lontano, ma nella sedia accanto a te.

Lui sapeva di casa. Aveva quella bonomia antica di chi non ha fretta di giudicare, ti accoglieva con la pazienza di chi ha tempo per tutti, ti ascoltava fino in fondo, anche quando ripetevi le stesse paure e non ti faceva mai pesare il tuo dolore.

Non faceva omelie lunghe, ma faceva presenza.

Oggi Enna è più povera, il cielo è più ricco, perché Don Mario è tornato a casa.

Grazie Don Mario per essere stato il volto umano della Mamma celeste.

Mi piace dare testimonianza di questo sacerdote santo.

Da ragazza ho conosciuto il fratello Giuseppe, come parroco nella chiesa di San Tommaso, anche Lui, bontà ineffabile.

Quella bontà silenziosa che non chiede nulla in cambio, che ti apre la porta, ti ascolta quando tutti hanno fretta, ti fa sentire custodita.

Due fratelli, due sacerdoti all’antica, due strade per servire lo stesso Amore.

Sicuramente il buon Dio si sceglie i suoi eletti.

E in casa Petralia, di eletti, ne ha scelti due.

Due tonache, la stessa bontà, stessa fede, stessa misura di cuore.

Due angeli senza ali.

Perché quando serve custodire un paese, a volte una tonaca non basta, ce ne vogliono due, spalla a spalla.

Ora Don Mario ci guarda da lassù, con la sua talare nera e quel sorriso accennato che non ha perso neanche in Cielo.

E Don Giuseppe è ancora qui, tra noi e continua a portare avanti quella stessa bontà.

Uno benedice dal Paradiso, l’altro cammina per Enna.

Entrambi, a modo loro, ci ricordano che non siamo soli".