Enna. Lettera aperta a Paolo Gargaglione dei Giovani Democratici. Risponde candidato a Sindaco De Rose
Non si placa la polemica dopo le affermazioni del Presidente del Consiglio comunale Gargaglione nei riguardi dei Giovani Democratici. Ed, entra a gamba tesa il candidato a Sindaco De Rose
"Egregio Presidente Gargaglione,
in questi giorni abbiamo avuto modo di riascoltare più volte il video del suo intervento in occasione dell’avvio della campagna elettorale del candidato sindaco De Rose.
Per ben 2 volte, rivolgendosi all’Onorevole Eliana Longi di Fratelli di Italia, afferma che “i Giovani Democratici adescano i giovani, li portano all’interno di…(non viene specificato il luogo, ndr) perché non ci sono posti, non ci sono luoghi di aggregazione per i giovani, e gli fanno il lavaggio del cervello, e diventano tutti giovani democratici (…) la gente liberamente si deve fare un’idea ma non può essere adescata, per vedersi un film, per leggere un libro (…) questa è una vera propria emergenza”.
Capisce bene, egregio Presidente, che queste parole non possono che suscitare indignazioni nei confronti di una giovanile di partito, che viene non solo sminuita nel suo essere, in quanto si sottintende che i componenti siano stati “adescati” (con film e libri!) e che siano a loro volta “adescatori”, ma anche accusata come una “vera e propria emergenza”, tanto da meritare l’attenzione della platea durante l’apertura della campagna elettorale del Sindaco della coalizione di centro-destra.
Già in un comunicato i giovani da lei citati hanno espresso la loro posizione: “Definire una forza politica avversaria ‘un’emergenza sociale’ è un’affermazione gravissima, ancor di più se rivolta ad una comunità di ragazze e ragazzi tra i 14 e i 30 anni – dichiara Di Natale, segretario GD -. Da anni ci spendiamo attivamente per questa città, gratuitamente e con passione, sopperendo alle carenze sociali e culturali di una città sempre più vuota. Affermare che i nostri cineforum e i nostri gruppi studio sono metodi per ‘adescare i giovani’ e per ‘fargli il lavaggio del cervello’ è un’offesa alla nostra dignità, che valuteremo di tutelare in altre sedi”, considerando che la terminologia utilizzata quantomeno inopportuna.
Con questa lettera però, mi rivolgo a Lei, ai giovani che sostengono De Rose (penso ai ragazzi e alle ragazze di Gioventù Nazionale, giovanile di Fratelli di Italia), alle persone di cui non condivido visione e storia politica ma che hanno dimostrato di essere avversari democratici e con forte senso delle istituzioni (Ezio De Rose, Giovanni Contino, la stessa Onorevole Longi che è interpellata da Gargaglione): prendete le distanze da queste parole, assumendovi la responsabilità di ricondurre la campagna elettorale su binari civili e democratici.
Che il dibattito sia incentro sui temi, sulle proposte, e non su pettegolezzi o termini ingiuriosi, perché di questo hanno bisogno le cittadine ed i cittadini ennesi.
Infine, Egregio Paolo, siamo d’accordo sul fatto che la mancanza di spazi aggregativi per i giovani rappresenta un problema, lo denunciamo da anni. Ma lei ora è candidato con una coalizione formata da esponenti dell’amministrazione uscente che hanno governato per 10 anni questa città. Forse avrebbe dovuto accorgersene un po’ prima.
Un giovane, che non è stato “adescato” né “adesca”.
E, a stretto giro di "comunicato stampa ufficiale" non si è fatta attendere la risposta del candidato a Sindaco del comune capoluogo; Ezio De Rose:
"A seguito di varie sollecitazioni da parte dei Giovani Democratici in ordine alle affermazioni di Paolo Gargaglione in occasione dell’apertura della campagna elettorale svoltasi in data 28 aprile presso l’Università Kore, ho il dovere, nella qualità di candidato a sindaco della coalizione di centro destra, di riportare i toni del confronto politico su un terreno di rispetto. Ritengo di potere ammettere, confortato dalla condivisione dell’interessato e di tutta la coalizione, che sono stati utilizzati, nella foga dell’intervento, termini non consoni. Di questo ce ne scusiamo.
Spero che anche la parte politicamente avversaria si avveda sull’uso di un linguaggio spesso oltraggioso e offensivo.
Adesso attendo io le scuse per le affermazioni offensive che sono state rivolte nei miei confronti. Dimostrate coerenza".
10.6°