Enna. Oltre la propaganda sul tema acqua
Liste a sostegno di De Rose Sindaco sul tema acqua, ma le cose non sono andate esattamente così
“Abbiamo letto con sorpresa le dichiarazioni del candidato Crisafulli sul tema dell’acqua”. Così, in un comunicato, le liste a sostegno di De Rose Sindaco.
“Non è accettabile che chi ha avuto un ruolo importante nella politica locale e non solo negli ultimi decenni faccia finta di non sapere come sono andate davvero le cose. I fatti parlano chiaro e vanno ricordati”. E allora, è giusto fare “parlare” i fatti.
“Prima di tutto, colpiscono gli attacchi rivolti a chi ha amministrato negli ultimi undici anni. Nelle liste che sostengono il candidato avversario, infatti, sono presenti diversi assessori e consiglieri che hanno sostenuto le amministrazioni Dipietro”. Strana osservazione da parte di chi, sicuramente in buona fede, ha dimenticato (o fa finta di non ricordare) che il loro candidato Sindaco Ezio De Rose si candidò al Consiglio comunale qualche anno fa sostenendo Mirello Crisafullli Sindaco.
È stato più volte ribato dal candidato sindaco Mirello Crisafulli, Vladimiro, che gli assessori designati non avranno ricoperto incarichi amministrativi negli ultimi 10-15 anni.
“Ai miei avversari dico: si ricordino che sono loro ad aver determinato lo stato della situazione a Enna. Hanno messo una ‘santuzza’ nuova davanti, ma dietro ci sono esattamente gli stessi che hanno governato per undici anni questa città”, così ha commentato Crisafulli durante la sua ultima passeggiata elettorale.
Sul tema della gestione dell’acqua a Enna, Crisafulli, ricostruendo il quadro normativo e politico che ha portato all’attuale sistema, ha ricordato come l’ATO idrico nasca da direttive comunitarie recepite dallo Stato e dalla Regione Siciliana, che hanno portato alla suddivisione del territorio in ambiti territoriali, nove per la precisione. “Sulla base di queste direttive si è proceduto, delibere alla mano. Il sindaco dell'epoca era Rino Ardica, il vicesindaco Mario Salamone e l'assessore Paolo Colianni. Gli stessi, in discendenza, di chi amministra attualmente la città” (si allega foto pubblicata e circolante sui social che attesta il fatto).
“Ricordiamo inoltre che il sindaco Dipietro, nel suo ruolo di Presidente dell’ATI, durante l’assemblea del 13 aprile 2021, si vide respingere dai sindaci del PD la proposta di riduzione delle tariffe del servizio idrico. Tra questi vi era anche uno degli attuali assessori designati dal candidato avversario”. Ma le cose non sono andate esattamente così. Leggendo il verbale della seduta (consultabile in questo link: https://ww2.gazzettaamministrativa.it/opencms/opencms/_gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/_sicilia/_consorzio_a_t_o_5_di_enna/090_prov/010_pro_org_ind_pol/2021/2021_Documenti_1623841577919/ ) le dinamiche appaiono chiare.
“Invitiamo i nostri avversari a finirla con la propaganda e, dopo oltre 10 anni di governo, a passare ai fatti: Nino Cammarata (presidente ATO idrico, FdI) e Francesco Colianni (ass. regionale, MpA), supporter di Ezio De Rose, portino, prima delle elezioni, la Regione a farci pagare meno in bolletta, aumentando dal 70% al 100% il contributo regionale per gli investimenti, e procedano al passaggio all’acqua pubblica. Agli ennesi interessa pagare meno, avere un servizio efficiente e non sentire ogni 5 anni le stesse chiacchiere, né sopportare quel 30% di costi che altrove copre la Regione”, afferma il PD Enna e le liste a sostegno di “Mirello” Vladimiro Crisafulli.
“Sulle responsabilità passate, sono risibili certe ricostruzioni. L’assemblea ATO del 2021 riguardava una delibera che riduceva la tariffa di appena il 5%, in due anni, tagliando gli investimenti: un beneficio minimo, pagato col rischio di compromettere le condotte colabrodo e produrre nuovi aumenti. Favorevoli appena 4 sindaci su 20. Quattro votarono contro, di cui 2 del centrodestra, sollevando questioni tecniche e chiedendo un rinvio; gli altri, in larga parte di centrodestra, non la votarono proprio. Scaricare quella responsabilità sul PD, che contava meno di un quinto delle quote, è soltanto un modo per mascherare il non aver fatto nulla per oltre dieci anni”.
“La verità è un’altra: non solo sulla nascita dell’ATO, legata a direttive comunitarie e al ruolo di Rino Ardica e Paolo Colianni, ma anche sulla gestione e sui numeri. Dal 2006 la tariffa massima domestica era di 1,30 euro al metro cubo, più 20 euro annui. Il primo aumento arrivò nel 2009, con la Giunta Monaco; i successivi furono stabiliti dai Commissari regionali perlopiù di centrodestra. Dal 2014 aumenti continui, fino agli attuali circa 4 euro al metro cubo”.
I sostenitori di Mirello rilanciano: questa è la proposta: “Enna deve ricevere dalla Regione lo stesso contributo per gli investimenti riconosciuto alle altre provincie, così da ridurre del 30% i costi e non scaricarli in bolletta. Il resto è propaganda. E gli ennesi, dopo tutti questi anni, meritano molto di più”.
“Oggi sento parlare di acqua pubblica – ha aggiunto Crisafulli – mi stranisce che il presidente dell’Ato idrico, uomo di centro destra, ponga il problema dell'acqua pubblica e mi meraviglia che l'assessore regionale al ramo Francesco Colianni, preveda l'acqua pubblica, anche lui". Da qui la sfida all’assessore Colianni, che nell’amministrazione uscente ha avuto un ruolo di primo piano, e che vediamo passeggiare allegramente sui social col candidato sindaco De Rose: “Perché non hanno già provveduto ad adottare un decreto ad hoc per determinare il ritorno dell’acqua pubblica? Lo facciano subito, prima delle elezioni, evitando di continuare a dire bugie che non hanno i piedi per camminare”.
Infine, l’affondo di Crisafulli: ““Io al referendum votai per l’acqua pubblica, mentre loro votarono contro”.
Andrea Greco
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