Enna, tra dibattito pubblico e visioni ancora incerte: spunto di riflessione per la città che verrà
Enna: assenza di un programma organico, chiaro e strutturato. Tutto appare ancora “in divenire”
Nel pieno della campagna elettorale per l’elezione del nuovo Sindaco di Enna, i tre schieramenti in campo hanno iniziato a delineare idee, proposte e possibili interventi per il futuro della città. Tuttavia, ciò che emerge – almeno in questa fase iniziale – è una sensazione diffusa di frammentarietà: visioni ancora in costruzione, interventi spesso non pienamente coerenti con le reali esigenze urbane e, soprattutto, l’assenza di un programma organico, chiaro e strutturato. Tutto appare ancora “in divenire”.
In questo contesto, sento l’esigenza di offrire uno spunto di riflessione rivolto proprio agli schieramenti e ai candidati. Uno spunto che nasce dal dibattito che, sempre più vivace, sta prendendo forma sui social e tra la gente: un confronto spontaneo che mette in luce criticità profonde e, al tempo stesso, un forte bisogno di cambiamento.
Uno dei temi più ricorrenti riguarda la percezione di una città sempre meno vissuta. Ma ridurre il problema a una semplice questione di abitudini sociali sarebbe un errore. La “mancanza di vita” è, in realtà, il risultato di dinamiche urbane, economiche e infrastrutturali che negli anni hanno progressivamente indebolito il tessuto cittadino.
Tra le cause principali vi è la scomparsa di molte attività commerciali dai luoghi storici della città. Negozi, bar e servizi hanno progressivamente chiuso o si sono spostati altrove, contribuendo a svuotare il centro e i quartieri tradizionali. In parallelo, la nascita dell’Outlet Village di Dittaino ha intercettato flussi, bisogni e nuove abitudini: oggi molte persone preferiscono spostarsi, anche di diversi chilometri, verso spazi più moderni, accessibili e meglio organizzati, capaci di offrire un’esperienza completa tra shopping e tempo libero.
Le conseguenze sono evidenti: meno attività significa meno persone, e meno persone significa meno occasioni di incontro. Le piazze e le vie del centro perdono progressivamente la loro funzione sociale, non perché manchi la volontà di viverle, ma perché mancano le condizioni per farlo. Per questo motivo, è fondamentale che il dibattito politico non si limiti a slogan o interventi puntuali, ma affronti il tema nella sua complessità. Oggi Enna ha bisogno di una vera strategia di rigenerazione urbana.
Rigenerare non significa solo riqualificare singoli spazi, ma ripensare la città nel suo insieme. Significa intervenire sulla viabilità e sugli accessi, oggi spesso percepiti come un limite. Significa migliorare i collegamenti interni, superando la frammentazione tra Enna alta, Enna bassa e aree come Pergusa, attraverso sistemi di trasporto più efficienti e integrati.
Significa, inoltre, progettare parcheggi strategici che facilitino l’accesso senza compromettere il valore degli spazi storici, e allo stesso tempo ripensare piazze e percorsi urbani come veri luoghi di permanenza, accoglienti e funzionali alle esigenze contemporanee.
Ma soprattutto, significa riportare funzioni nel centro: commercio, servizi, cultura. Senza un mix attivo e continuo di attività, nessuno spazio urbano può tornare davvero vivo. Le attività commerciali vanno sostenute, ma all’interno di una visione più ampia che le integri con eventi, turismo e valorizzazione del patrimonio culturale. Enna possiede risorse straordinarie, ma spesso non riesce a metterle in rete. Serve costruire connessioni, fisiche e culturali, capaci di trasformare il patrimonio esistente in un sistema dinamico e fruibile.
Si tratta di temi complessi, che richiedono competenze specifiche e una pianificazione seria. Non bastano idee generiche: servono progetti concreti, costruiti con il contributo di architetti, urbanisti e pianificatori, capaci di tradurre le visioni in azioni reali. È in questa direzione che va l’invito agli schieramenti: ascoltare il dibattito che sta emergendo, coglierne i contenuti più profondi e trasformarli in una proposta politica credibile.
Perché, come ho più volte evidenziato, anche attraverso proposte, riflessioni e commenti già pubblicati su qualche social, le persone non hanno smesso di uscire: hanno semplicemente trovato altrove luoghi più adatti alle loro esigenze. Se vogliamo che Enna torni ad essere vissuta, dobbiamo creare le condizioni perché questo accada.
Perché è vero che le persone fanno la città.
Ma è altrettanto vero che è la città, quando è progettata bene, a riportare le persone nei suoi spazi.
Arch. Massimo Mazzola
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