I consiglieri comunali di Enna Futura, Gargaglione e Macaluso, sulla scelta del portavoce del Sindaco Crisafulli
L'Assostampa di Enna oggi così recita: "...evitare la confusione tra incarico professionale e incarico istituzionale. In particolare desideriamo sottrarre dalla polemica il ruolo del portavoce del sindaco"
I consiglieri comunali (di opposizione) della lista Enna Futura Poalo Gargaglione e Giusy Macaluso, sulla scelta del portavoce del Sindaco.
"Purtroppo siamo costretti, ancora una volta, a parlare di aumenti. Ma nessuno si illuda: non si tratta di nuove risorse per i cittadini o di servizi potenziati. Gli unici aumenti che registriamo con tempestività e determinazione sono quelli che riguardano compensi e indennità di chi oggi amministra il Comune.
La nuova amministrazione ha infatti scelto di raddoppiare le indennità degli amministratori e, contestualmente, di quasi raddoppiare anche il compenso destinato al nuovo portavoce del sindaco. Per dovere di verità va detto che in precedenza l’incarico era stato affidato sempre ad un giornalista pubblicista ma con un compenso nettamente inferiore. La scelta di aumentare il compenso in maniera così consistente, pur potendo risultare formalmente legittima, appare quantomeno discutibile sotto il profilo dell’opportunità politica e istituzionale. In un momento in cui ai cittadini vengono richiesti sacrifici e attenzione alla spesa pubblica, l’immagine che emerge è quella di una classe dirigente che mette al primo posto le proprie prerogative economiche.
A rendere ancora più delicata la vicenda è la scelta della figura individuata per l’incarico di portavoce: si tratta infatti di una candidata nella lista che sosteneva l’attuale maggioranza alle recenti elezioni amministrative.
Naturalmente non spetta a noi mettere in discussione la legittimità della nomina, né insinuare irregolarità laddove non ve ne siano. Tuttavia, è inevitabile che una decisione di questo tipo sollevi interrogativi. Quando un incarico ben remunerato viene affidato a una persona che fino a poche settimane prima era impegnata nella competizione elettorale a sostegno della stessa coalizione oggi al governo del Comune, il rischio è che l’opinione pubblica percepisca tale scelta come una sorta di ricompensa politica o di ristoro post-elettorale.
Forse non lo è. Ma la politica non vive soltanto di legittimità formale: vive anche di credibilità, trasparenza e opportunità. Ed è proprio sul terreno dell’opportunità che questa decisione mostra tutte le sue fragilità.
Chi amministra la cosa pubblica dovrebbe preoccuparsi non solo di rispettare le regole, ma anche di evitare qualsiasi scelta che possa alimentare dubbi o sospetti tra i cittadini.
Per questo riteniamo che l’aumento delle indennità del sindaco, assessori, presidente e vicepresidente del consiglio e l’aumento del compenso al nominato portavoce del primo cittadino rappresentino un segnale politico sbagliato.
Ci auguriamo che queste maggiori spese non comportino, oggi o in futuro, una riduzione delle risorse destinate ai servizi essenziali per i cittadini né limitino la capacità dell’ente di rispondere alle reali esigenze della comunità. Sarebbe auspicabile che l’amministrazione chiarisse in modo trasparente come intenda sostenere questi costi aggiuntivi e quali garanzie possa offrire affinché non vi siano ripercussioni sulla qualità e sull’efficienza dei servizi comunali".
20.4°