Il coraggio di essere cristiani
Ci vuole un bel coraggio ad essere cristiani. Professarsi cattolici comporta sempre un rischio. La testimonianza cristiana espone ad una assunzione di responsabilità, che sempre più spesso mostra il s...
A cura di
Pippo
24 luglio 2014 19:04
La libertà fa pensare che tutto sia scontato. Quanti, in altre parti del mondo, sarebbero felici di gridare la loro fede cristiana. In Iraq, in Sudan e in tantissimi altri Paesi del mondo, a pesare sulla testa dei cristiani è la condanna a morte, altro che pregiudizio, altro che vergogna. Lì essere cristiani è proibito e le condanne si affrontano. Il caso Meriam ce lo dimostra. Non ha rinnegato Cristo nememno davanti alla condanna a morte. Poteva convertirsi all'islam per salvare la sua vita, ma la sua fede non è stata barattabile.
In Iraq gli islamisti marcano le case dei cristiani con il simbolo ن che corrisponde alla lettera latina "N", iniziale di Nazareno, come i nazisti fecero negli anni Trenta dipingendo la stella di David sulle vetrine degli ebrei. I cristiani iracheni vengono perseguitati nella totale indifferenza del mondo. Non c'è scelta: conversione, fuga, o morte.
Venerdì 25 luglio si terrà una giornata di preghiera e digiuno per i fratelli cristiani perseguitati per la loro fede. I cristiani di tutto il mondo sono chiamati a mostrare il simbolo ن nelle reti sociali.
Valentina la Ferrera
4.9°