“La grande bellezza”: la grande chiacchiera
E come dopo le partite dei Mondiali tutti si scoprono esperti del pallone, orgogliosi o offesi per il tricolore, così dopo l’Oscar a La grande bellezza è riemerso il piacere patriottico della discussi...
E come dopo le partite dei Mondiali tutti si scoprono esperti del pallone, orgogliosi o offesi per il tricolore, così dopo l’Oscar a La grande bellezza è riemerso il piacere patriottico della discussione. La discussione parossistica, la discussione spinta all’eccesso, quella che si fa per il solo piacere della parola che alimenta la parola e che si spinge fino allo spasmo dell’ultima vocale, capace di aggrovigliarsi su se stessa, finendo col negare la sua stessa premessa.
“Film colto e ai mediocri incomprensibile” dice l’intellettualoide parruccone, che non necessariamente ha visto il film, ma che non perde occasione per ribadire il suo superiore e indiscutibile registro gnoseologico, offrendo agli indegni suoi simili, lezioni di morale, etica ed estetica, non richieste e indigeste.
“Film noioso e ripetitivo” rispondono i detrattori sorrentiniani che credono, affetti come sono da anticonformismo collettivo, di esseri i soli ad avere il coraggio di “dire come stanno realmente le cose, a rischio di risultare antipatici” antipatici a chi poi non si è mai capito.
Gabriella Grasso
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