Lettera a Netanyahu, bambini letteralmente “pelle e ossa”

I fatti di cronaca riportano fatti di guerra e crudeltà. Fortunatamente giornalisti, coraggiosi, riportano le immagini di persone malnutrite e affamate alle quali non è concesso neppure l’aiuto umanit...

A cura di Pippo Pippo
25 luglio 2025 13:13
Lettera a Netanyahu, bambini letteralmente “pelle e ossa” - Palestinians mourn their loved ones who lost their lives at Nasser Medical Hospital in Khan Younis, including a child suffering from severe malnutrition, on July 20, 2025.  Photo by Moaz Abu Taha apaimages
Palestinians mourn their loved ones who lost their lives at Nasser Medical Hospital in Khan Younis, including a child suffering from severe malnutrition, on July 20, 2025. Photo by Moaz Abu Taha apaimages
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I fatti di cronaca riportano fatti di guerra e crudeltà. Fortunatamente giornalisti, coraggiosi, riportano le immagini di persone malnutrite e affamate alle quali non è concesso neppure l’aiuto umanitario internazionale. Si spara anche contro gente inerme che fa la fila per un piatto di minestra. Bambini con i morsi da fame che presentano un quadro clinico irreversibile e mamme costrette a piangere, nel nascondimento, per non rattristire i figli.

Mi ha dato impressione l’immagine di bimbi letteralmente “pelle e ossa”, per il mancato cibo. Un’immagine che mi ha riportato indietro negli anni nei quali vi fu il genocidio del suo popolo nei campi di concentramento. Evidentemente, la fenomenologia crudele di quell’olocausto non è servita per prendere coscienza sui reali valori della pace e del rispetto dell’uomo, qualunque sia la sua razza. Si fa una guerra in nome di DIO, ma Le chiedo di quale Dio? Dio è fonte d’Amore e non “Dio degli eserciti” e pertanto non approva ed è anche addolorato per questi atti crudeli, sul territorio di Gaza e fu tutti i fronti di guerra, nelle varie parti del mondo. Certo vi sono nazioni che potrebbero intercedere nel porre fine a questi atti impietosi; indirettamente, per il loro silenzio, ne sono anche loro responsabili! Mi sembra che sia perso il senso dell’ascolto e del dialogo e tutto avviene con forza e prepotenza, magari nascondendosi dietro a delle giustificazioni atte ad anestetizzare la coscienza e a giustificare il mezzo per raggiungere un “fine”. Per dare ragione ai propri pensieri o ai desideri o al raggiungimento di un “fine” oggi, non si ha più l’autorevolezza della parola e del dialogo, ma si ricorre direttamente alle armi d’avanguardia, che rientrano nel gioco di un business infinito. E’ bella la definizione del Cardinale Pizzaballa per tutto quello che di brutto sta succedendo a Gaza: “Non è religione, non è politica, è Disumanità”. Concludo con il pensiero del mio Gesù: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima (Mc 8,36)?” Mi scusi per il mio sfogo e per essere stato, forse, inopportuno, ma non voglio essere un silente spettatore di un massacro crudele che ferisce profondamente l’umanità e di cui grideranno anche le pietre (Lc 19, 37-40).

Rosario Colianni