Lettera aperta di professionisti ed imprenditori alla città di Enna, dare fiducia a Crisafulli

La candidatura di Crisafulli rappresenta oggi la proposta più solida, credibile e capace di aprire una nuova stagione per la città

A cura di Blogger Blogger
18 maggio 2026 15:02
Lettera aperta di professionisti ed imprenditori alla città di Enna, dare fiducia a Crisafulli -
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Lettera aperta di numerosi cittadini, “rappresentanti della società civile”, di varie categorie lavorative, professionali e imprenditoriali. Il documento, stilato nell’imminenza delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026, “rappresenta” i vari aspetti della città di Enna e le numerose problematiche che la investono. La lettera per spingere chi di dovere ad adottare provvedimenti per risolvere i problemi rilevati.

Il contenuto integrale del documento: “Cara Enna, crediamo che esistano momenti, nella storia di una comunità, in cui sia necessario fermarsi, guardarsi attorno, guardarsi negli occhi e trovare dentro di sé il coraggio di riflettere sul proprio tempo, pronunciando parole di verità sul presente e sul futuro. Noi non abbiamo ruoli politici o istituzionali, ma siamo semplici cittadini, parte di quella società civile che si interessa alla condizione della propria città, sente il dovere di contribuire al suo futuro e non vuole restare indifferente al suo destino. Enna sta vivendo una fase difficile e profonda, forse tra le più complesse della sua storia recente. Una città capoluogo, cuore geografico della Sicilia, custode di storia, cultura e identità, che oggi sembra attraversata da una dolorosa perdita di sé. Come se, lentamente, avesse smarrito la consapevolezza del proprio ruolo, della propria forza, della propria missione. Eppure non ci mancherebbero gli strumenti per essere altro, per essere di più. Il polo universitario, con ben due università e tutto ciò che comporta in termini di ricerca, innovazione, indotto e socialità; la prospettiva di un grande polo sanitario legato al Policlinico; il nostro patrimonio materiale e immateriale, capace di richiamare interesse anche a livello internazionale; le nostre risorse naturali; le eccellenze che resistono sul territorio; le competenze e la qualità che possediamo. Tutto questo dovrebbe portarci a immaginare Enna come una vera città universitaria, una città di servizi e di eccellenza, dove poter crescere, investire, restare. Una città capace di attrarre giovani, energie, idee. Un laboratorio straordinario di crescita e rinascita. E invece, troppo spesso, Enna si è ripiegata su se stessa. Come se avesse smesso di osare, rinunciando a quella spinta — fatta di originalità, fantasia e coraggio — che permette a una comunità di immaginarsi diversa. Si è lasciata imprigionare da una quotidianità fatta di occasioni perdute, di parole senza seguito, di enunciazioni prive di visione. Ci stiamo spegnendo, progressivamente. E tutto questo ci preoccupa. Negli ultimi anni, le liti interne alla politica hanno alimentato un clima pesante e corrosivo, fatto di sfiducia e disillusione. I cittadini hanno assistito troppo spesso a divisioni, personalismi, piccoli interessi e orticelli da difendere, mentre i problemi veri restavano lì, irrisolti. Avremmo dovuto arginare lo spopolamento, creare opportunità concrete per trattenere i giovani, dare speranza a chi vorrebbe restare. Invece si sono inseguite logiche ristrette, battaglie di parte e protagonismi sterili. Non possiamo però rassegnarci a tutto questo. Non possiamo rassegnarci a perdere abitanti, a perdere giovani e quindi a perdere quell’energia che spinge una comunità a proiettarsi verso il futuro. Non possiamo cullarci nella rassegnazione di un lento declino, di una città dove troppo spesso si vive con il biglietto di sola andata e la valigia pronta. Occorre una scossa morale, culturale e civile. Vogliamo, come cittadini, riappropriarci del destino della nostra città, della nostra terra e della nostra identità, immaginando un vero e proprio risorgimento ennese che restituisca il senso della possibilità di un futuro diverso. Lo dobbiamo a noi stessi, alla nostra comunità e, soprattutto, ai nostri giovani. Senza personalismi e divisioni, superando terreni di scontro, in un clima di unità che ridia protagonismo alla cittadinanza, dia dignità alle famiglie e opportunità ai giovani. Una scossa, un risorgimento ennese che dia senso al nostro impegno e al nostro credere in questa città, che amiamo profondamente nonostante le sue ferite. In una logica che ricostruisca verso Enna un senso di appartenenza autentico e profondo, che ci faccia davvero riscoprire comunità, come non accade da troppo tempo. Riscoprendoci l’un l’altro e tornando a sentire che ogni strada, ogni piazza, ogni scuola, ogni università, ogni pietra di questa città rappresentano una parte di noi Il senso di comunità deve tornare centrale in ogni ragionamento quotidiano. Come un vero principio guida, capace di superare steccati, logiche di divisione, personalismi e confini. Dovremmo chiederci, nelle nostre scelte politiche, amministrative e culturali: cosa è davvero bene per questa città? Cosa è utile alla nostra comunità? Cosa può essere decisivo per il suo presente e, soprattutto, per il suo futuro? Non è più tempo di tergiversare. Enna, oggi più che mai, ha bisogno di uno scatto d’orgoglio, di riscoprirsi centrale, di credere ancora nella propria bellezza e nella propria grandezza. Ma ha bisogno anche di una nuova generazione di coscienze, prima ancora che di amministratori. E a queste domande dobbiamo dare una risposta che sia all’altezza della nostra comunità. Per questo auspichiamo che questo risorgimento possa trovare, alle prossime elezioni comunali, una guida forte e autorevole, capace di restituire ruolo e peso alla nostra Enna e di imprimere un cambio di passo reale alle sorti della comunità. Pensiamo, al di là di ogni giudizio possibile e legittimo sugli altri candidati e sulle altre liste, che la candidatura di Vladimiro Crisafulli rappresenti oggi la proposta più solida, credibile e capace di aprire una nuova stagione per la città. La nostra è una presa d’atto dello stato delle cose e, insieme, un invito a compiere una scelta che riteniamo decisiva per il futuro di Enna. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci al tempo che stiamo vivendo”. A conclusione del documento si legge: “Sentiamo il dovere, come cittadini, di prendere posizione e di contribuire alla rinascita della nostra città. Il senso di questa lettera, che intendiamo aperta al contributo di tutti coloro che vorranno sottoscriverla e aggiungersi ai primi firmatari, è tutto qui: nell’amore profondo che proviamo per Enna e nella convinzione che questa città possa ancora rialzarsi, ritrovarsi e costruire un futuro all’altezza della sua storia".

L’elenco dei sottoscrittori è aperto. SOTTOSCRIVONO Biondo Martina, agronomo; Bruno Nietta, imprenditrice; Catalano Franco, imprenditore; Di Serio Massimo, imprenditore; Di Salvo Elisa, docente; Gagliano Rosario, imprenditore; Gervasi Filippo, docente; Giangreco Marzia, imprenditrice; Gravina Fabio, medico; Lo Giudice Gianfranco, imprenditore; Margiotta Giuseppe, ingegnere; Mattiolo Liborio, agronomo; Miceli Dario, imprenditore; Nasca Roberto, imprenditore; Palermo Giovanni, avvocato; Patti Piero, avvocato; Pellegrino Patella Antonio, agronomo; Pregadio Roberto, dirigente sportivo; Rizzo Mario, medico; Rosso Cettina, docente; Savoca Stefania, imprenditrice; Salvaggio Calogero, imprenditore; Severino Fausto, ingegnere; Stanzu’ Floriana, docente; Stompo Luigi, imprenditore; Torre Tommaso, medico; Varelli Fabio, agronomo.