Meditazione al Vangelo 19 Aprile 2026
Meditazione al Vangelo 19 Aprile 2026
Due discepoli sono in cammino verso il villaggio di Emmaus e sono molto tristi: non avrebbero mai pensato che il loro Signore potesse avere una fine così drammatica ed estrema come la morte di Croce. Gesù si affianca a loro e percorre la stessa strada. I due discepoli non lo riconoscono, ma il loro cuore si solleva grazie alle parole di questo nuovo compagno di viaggio.
Quante volte anche noi non riconosciamo Gesù nel nostro cammino di vita: Egli ci è sempre vicino. Spesso non lo vediamo nel mendicante, nel povero, nell’ammalato, nel fragile, nel bisognoso, nel senza dimora; ma anche nel familiare, nel vicino di casa, nel sacerdote, nel parrocchiano, nel collega di lavoro. A volte non lo riconosciamo neppure nell’Eucaristia, tanto siamo abituati a ricevere la Comunione senza pensare che quell’Ostia è il Corpo di Gesù.
Aprire il nostro cuore agli altri significa Amare e Condividere come Gesù ci ha amati e condivide il nostro cammino e i moti più profondi della nostra anima, soprattutto quando siamo nella tristezza. Sentire interiormente la sua voce è motivo di conforto e di gioia: la stessa gioia che si prova quando si compiono atti di carità verso i fratelli bisognosi.
I due discepoli riconoscono il Maestro allo spezzare del pane. Gesù si rivela nel suo luminoso ministero e si fa riconoscere in pienezza. Anche noi, nel nostro cammino di vita, spesso siamo cristiani ma miopi, e soffriamo di quella che potremmo chiamare la “sindrome di San Tommaso”: credere solo dopo aver visto e toccato. Allora eleviamo il nostro cuore e crediamo al Vangelo e alle sue pagine, che sono la Sua Parola di vita; crediamo nella potenza della Preghiera e nell’Eucaristia. Così potremo sentirci partecipi del progetto di salvezza.
Rosario Colianni
del M.M. Giovani Insieme
e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato di Preghiera)
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