Meditazione al Vangelo domenica 12 Luglio 2026

Meditazione al Vangelo domenica 12 Luglio 2026

A cura di Blogger Blogger
06 luglio 2026 07:00
Meditazione al Vangelo domenica 12 Luglio 2026 -
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La parabola del seminatore offre tanti spunti di riflessione. Forse è l’unica parabola il cui significato viene spiegato direttamente e minuziosamente da Gesù. Pertanto mi soffermo solo su alcuni punti chiave:

La magnanimità del Padre: il seminatore sparge il seme in abbondanza anche dove non c’è terreno; questo perché la Parola di Dio è offerta a tutti senza distinzione. Dio riserva a ciascuno di noi la stessa intensità d’AMORE PATERNO, che non fa particolarità perché da Lui infinitamente amati. Il Suo Amore è anche per i lontanissimi, per quelli che pensano di non avere sufficiente terreno per dare frutto. Dio ama lo stesso anche quando ci perdiamo e ci allontaniamo dal percorso della vita. Egli spera in un nostro ritorno affinché possiamo mettere le radici non su strade aride ma su terreno buono. Cioè i semi, per far frutto, devono mettere radici, e queste radici sono l’espressione della nostra FEDE.

I terreni del Vangelo sono quattro: la strada, che rappresenta la nostra frivolezza e leggerezza nell’accogliere la Parola; il terreno sassoso, che costituisce l’entusiasmo passeggero, cioè accogliamo la Parola ma poi, nelle difficoltà, la scordiamo; i rovi, che sono tutte le cose che ci preoccupano e gli attaccamenti materiali che soffocano la Parola; il terreno buono, che è il cuore che ascolta, custodisce e mette in pratica la Parola, dalla quale si hanno abbondanti frutti.

Il seme, per crescere, deve toccare il buio del nostro cuore; deve essere accolto in un terreno rinvangato e, sotto questo, mettere le radici per cercare acqua, e pertanto questo terreno deve essere innaffiato con la PREGHIERA. La Parola di Dio dà frutti se c’è la preghiera, la disponibilità, la continuità, la speranza, la carità, la piccolezza, la mitezza e tanto altro di bello che ci avvicina al Signore, soprattutto — per prima cosa — l’Amore verso il Padre e i fratelli.

Vivere la nostra interiorità deve essere una costanza. Pertanto mettiamo mani alla vanga e rimaneggiamo il nostro cuore, scartando tutte le cose cattive in noi e che ci allontanano dal Padre, affinché la Sua Parola trovi sempre terreno buono e fertile.

Rosario Colianni

del M.M. Giovani Insieme

e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)