Meditazione al Vangelo domenica 20 settembre 2026

Vangelo di questa domenica XXV del Tempo Ordinario

14 settembre 2026 07:00
Meditazione al Vangelo domenica 20 settembre 2026 -
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Il Vangelo di questa domenica XXV del Tempo Ordinario riporta un insegnamento che molte volte è sempre bene ricordare. L’insegnamento riguarda il lavoro nella vigna del Signore da parte di ogni battezzato. Come è Sua consuetudine, Gesù impartisce questa lezione di vita con una bella parabola.

La parabola degli operai che aspettano dalle prime luci dell’alba per essere chiamati dal padrone per il loro lavoro nei suoi campi. E, visto che il lavoro è molto, il padrone va ad arruolare altri operai e poi, a tarda giornata, altri ancora che, nella speranza, aspettavano di essere chiamati al lavoro.

Il Signore ci chiama durante la “giornata” della nostra vita e ci prende come lavoratori nei suoi campi: “La messe è tanta ma gli operai sono pochi”. Così il Signore, come il padrone della parabola, chiama altri operai e poi tanti altri. Questa chiamata può avvenire persino alla fine dei nostri giorni di vita.

Purtroppo molti sono “sordi” al Signore che li chiama in diversi modi, ma Egli non si stanca mai di chiamare. Forse, per il frastuono di tutte le cose del mondo, non diamo risposta o ritardiamo nella nostra disponibilità. Forse perché la nostra fede è “miope” e non comprende il richiamo nel nostro cuore. Forse perché non crediamo profondamente al lavoro che dovrebbe fare ogni battezzato e pertanto cadiamo in oblio, magari con la frase: “Sono cristiano ma non praticante!”. Forse perché facciamo del campo, anziché quello del Signore, quello che conviene alle nostre comodità. E così tanti altri forse…

La parabola ci dà anche un altro insegnamento: non bisogna scoraggiarsi se ancora non si è chiamati, ma mantenere sempre alto il desiderio e la speranza nell’essere chiamati. Infatti gli ultimi operai della parabola aspettano fino a prima di sera con la speranza di essere chiamati.

La parabola ha un bellissimo epilogo: tutti gli operai hanno uguale dignità davanti al Signore, sia quelli chiamati per primi sia gli ultimi. Tutti con la stessa paga. Il Signore, come diceva Don Bosco, è il migliore pagatore che ci sia.

Ma qual è la paga dell’operaio? Non certo una paga paragonata a chi ha iniziato prima o dopo, ma una paga unica: oltre alle grazie terrene, le grazie nella Patria Celeste.

Rosario Colianni

del M.M. Giovani Insieme

e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)