Nicosia. Quattro chiacchiere con Sigismundo Li Volsi, presidente del Consiglio Comunale uscente
La valutazione sul mio operato politico spetta ai cittadini. Io mi ritengo soddisfatto e felice per aver avuto l’opportunità di svolgere il ruolo di consigliere provinciale, comunale e negli ultimi anni del mio impegno
Nicosia. Questo scambio di battute era previsto, inizialmente, ancor prima della campagna elettorale. Tuttavia il dr. Li Volsi—con il garbo e la correttezza che lo caratterizzano e che hanno caratterizzato il suo mandato da Presidente del Consiglio Comunale di Nicosia—comunicandomi che sarebbe stato designato vicesindaco (smentendo le voci che lo vedevano lontano dalla politica in una posizione “super partes”), mi ha chiesto di rimandare a dopo le elezioni per rispetto verso la competizione elettorale.
Oggi ci incontriamo e certamente le domande hanno una piega differente, ma rappresentano una testimonianza importante di chi è stato un decano della politica locale, avendo ricoperto diversi ruoli sia a livello comunale che provinciale.
- Partiamo con la domanda finale: lascerà la politica attiva?
La politica è servizio, quindi, se non come rappresentante delle istituzioni, continuerò quale militante di partito e come semplice cittadino; d’altronde la politica ha sempre rappresentato parte integrante della mia quotidianità da ormai 50 anni, un vizio di cui non saprei come fare a meno.
- Il Suo mandato da Presidente del Consiglio Comunale è nato a seguito di eventi “turbolenti” e nel Bonelli bis quella carica sembrava quasi “maledetta”. Appena è arrivato Lei, peraltro votato da maggioranza e parte di minoranza, ha dato stabilità. Come ci è riuscito? E quali sono state le difficoltà di questa carica?
Ritengo che la “stabilità” sia stata naturale conseguenza del riconoscimento dei ruoli, i consiglieri hanno riconosciuto il loro ruolo ed hanno riconosciuto ruolo al presidente che ha esercitato al di sopra delle parti e a garanzia di tutti. Nessuna difficoltà grazie al contributo costante e responsabile di tutti i consiglieri comunali.
- La storia non si fa con i “se”, però è divertente giocare con questi. Ad un certo punto è circolato il Suo nome come candidato a sindaco. Il Sindaco Li Volsi quale ricetta avrebbe avuto per Nicosia?
Premesso che non è stata mai presa in considerazione una mia eventuale candidatura a sindaco; avrei puntato di più su valorizzazione di “ori” locali, turismo settoriale sfruttando la quiete e le bellezze naturali. Di fondamentale importanza sarebbe stato ovviamente un costante dialogo con i cittadini per confrontare opinioni diverse ed arrivare a decisioni condivise.
- Anna Maria Gemmellaro ha vinto le elezioni e ci sono nuovi consiglieri in consiglio Comunale. Lei che è stato decano del consiglio comunale, quale consiglio vuole dare a questa nuova amministrazione che sta per nascere e a questo nuovo Consiglio Comunale (soprattutto agli eletti per la prima volta)?
Non consiglio, ma augurio di un costante rapporto/confronto franco e proficuo all’interno del consiglio comunale. Agli eletti per la prima volta: imparate da chi ha più esperienza, approfondite e non dimenticate che la vostra forza è la capacità di portare nuovi punti di vista e nuove chiavi di lettura. L’aula consiliare è la sede del “parlamentino” di questo nostro bel paese: coloratela e onoratela.
- Domanda cattiva (può anche avvalersi della facoltà di non rispondere): chi vedrebbe al Suo posto come Presidente del Consiglio Comunale? E, al di là del nome (qui non vale la facoltà) quale “dritta” vuole dare al futuro Presidente?
I consiglieri faranno la scelta che ritengono più opportuna, io non esiterei a coinvolgere maggioranza e minoranza per una scelta comune con equa ripartizione dei ruoli in consiglio comunale. Al nuovo Presidente/Alla nuova Presidente rivolgo augurio del rispetto del regolamento e atteggiamento al di sopra delle parti, qualità imprescindibile nella ricopertura del ruolo. Buon lavoro
- Al netto di tutto, come valuta il Suo operato politico di tutti questi anni (mi corregga se sbaglio, ma penso trentennale)? Che cosa la rende orgoglioso? E ha qualche rimpianto?
La valutazione sul mio operato politico spetta ai cittadini. Io mi ritengo soddisfatto e felice per aver avuto l’opportunità di svolgere il ruolo di consigliere provinciale, comunale e negli ultimi anni del mio impegno politico-istituzionale, di presidente del consiglio comunale. Ciò che mi rende orgoglioso è la riconoscenza dei miei concittadini. Non ho rimpianti, ma speranza per progetti non attuati che spero veder realizzati negli anni a venire.
Alain Calò
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