Nissoria: dichiarato decaduto il Consiglio comunale e nominato il Commissaro Straordinario
Presidente Regione ha firmmato decreto di decadenza del Consiglio Comunale di Nissoria
Come aveva previsto Massimo Greco a seguito delle dimissioni dalla carica della metà dei componenti del Consiglio comunale di Nissoria, precisamente di 5 (cinque) consiglieri comunali su 10 (dieci) assegnati, il Presidente della Regione Siciliana ha, con Decreto n. 530 del 21 aprile 2026, dichiarato decaduto il medesimo Consiglio Comunale e nominato il Commissaro Straordinario.
Sottolinea Massimo Greco: "In tale contesto merita però di essere sottolineata la sentenza del CGARS n. 793/2024 sul Comune di Solarino citata dal Presidente del Consiglio comunale Glorioso a tenore della quale il Sindaco deve essere computato ai fini del quorum consiliare. Allorquando uscì questa sentenza, che non mi sfuggì affatto, ebbi modo di affermare in un mio post che “Nell’architettura istituzionale degli enti locali in Sicilia, a differenza di quanto previsto dal T.U.E.L. (artt. 37 e 46), il Sindaco non fa parte del Consiglio comunale, credo che sia stato proprio lo stesso CGA ad affermarlo con la sentenza n. 562/2024”. L’Avvocato dei ricorrenti Consiglieri Comunali del Comune di Solarino, che pure risultarono vincitori in appello, mi rispose così: “Lo so. Il CGA si è fatto prendere la mano. Eccesso di zelo”. Della serie, anche i Giudici d'appello possono sbagliare!!".
La replica del Presidente del Consiglio comunale e capo dell'opposizione, ex primo cittadino di Nissoria, Armando Glorioso: "Sull'intreccio tra normativa regionale e nazionale in materia di legislazione sugli enti locali. Ai conoscitori della materia mi permetto una sola osservazione, dalla mia modesta posizione di soggetto che ha subito quello che io chiamo "uno sgambetto istituzionale". Più che io, in realtà i cittadini che mi hanno votato che, con una truffa legale come ce ne sono tante in Italia, si vedono privati del loro rappresentante in seno al Comune, che possa meglio controllare fatti e misfatti dell'amministrazione comunale. Il punto è questo: la norma che prevede che il consiglio comunale decade se si dimettono almeno la metà dei suoi componenti, nei piccoli comuni, con dieci consiglieri assegnati, è un'arma nelle mani del sindaco per sbarazzarsi del Consiglio comunale. Nominando a scorrimento 4 assessori alla volta in 5 anni, un sindaco può facilmente convincere i suoi consiglieri a dimettersi in sequenza. Basta poi che qualche altro se ne vada da solo per i fatti suoi e il gioco è fatto. Ma la vicenda di Nissoria è ancora più grave. Praticamente le dimissioni a catena sono avvenute nelle file della maggioranza, dove ben 7 candidati alle elezioni pur avendo diritto di essere eletti in consiglio comunale si sono dimessi. Si sono dimessi, pare, perché le motivazioni sono rimaste sempre oscure, in dissenso con il sindaco, con il quale attraverso le dimissioni hanno voluto manifestare la presa di distanza rispetto al momento elettorale. Dunque, questo è stato un fallimento della lista del Sindaco, della sua maggioranza che di fatto lo ha rinnegato. Ora se fallisce la maggioranza perché viene penalizzata l'opposizione? Ben aveva previsto quella norma poi abrogata del 2016 la legge regionale n 17, se non ricordo male, che prevedeva in questi casi anche la decadenza del sindaco quando il 60% di dimissioni di consiglieri comunali o lo scioglimento del Consiglio facevano decadere anche il Sindaco. Questo è un ragionamento politico. Insomma, questa norma ha punito la vittima e non il carnefice. In Italia, si sa, va sempre o quasi così".
Decreto Presidente Regione di decadenza del Consiglio Comunale
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