Pergusa, la tutela della Riserva non esclude l'Autodromo: le attività motoristiche possono continuare nel pieno rispetto delle normative ambientali

Il futuro di Pergusa non può essere costruito contrapponendo ambiente e motori. La vera sfida è dimostrare che tutela della biodiversità, sport motoristico, turismo sostenibile e sviluppo economico possono convivere nel rigoroso rispetto delle normative

A cura di Blogger Blogger
27 giugno 2026 23:00
Pergusa, la tutela della Riserva non esclude l'Autodromo: le attività motoristiche possono continuare nel pieno rispetto delle normative ambientali -
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La recente riorganizzazione del Consorzio Ente Autodromo di Pergusa apre una nuova fase amministrativa. Al di là degli aspetti organizzativi e gestionali, la vera sfida riguarda oggi la capacità dell'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mirello Crisafulli e del nuovo assetto del Consorzio di costruire un progetto di sviluppo di lungo periodo, capace di coniugare tutela ambientale, attività motoristiche, turismo e crescita economica.
Pergusa, infatti, non è un circuito come gli altri.
L'Autodromo sorge all'interno della Riserva Naturale Speciale del Lago di Pergusa, riconosciuta anche come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS), inserita nella rete europea Natura 2000 e disciplinata dalle Direttive Habitat 92/43/CEE e Uccelli 2009/147/CE.
È proprio questo il punto da cui dovrebbe partire ogni riflessione sul futuro dell'area.
Troppo spesso il dibattito pubblico tende a rappresentare ambiente e motorsport come due realtà inevitabilmente incompatibili. La normativa vigente dimostra, invece, una realtà diversa.
Le attività motoristiche non sono vietate.
Sono regolamentate.
Il regolamento della Riserva consente lo svolgimento delle attività sportive in periodi ben definiti dell'anno, generalmente compresi tra il 15 marzo e il 15 novembre, evitando le fasi più delicate della nidificazione e della migrazione dell'avifauna.

Ogni manifestazione è subordinata al rilascio del Nulla Osta dell'Ente gestore della Riserva e, ove previsto, alla Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA), lo strumento attraverso il quale viene verificata preventivamente la compatibilità delle attività con gli habitat e le specie tutelate.
Lo stesso principio vale per le attività turistico-ricettive, culturali e ricreative, che possono essere realizzate nelle aree consentite e nel pieno rispetto delle prescrizioni ambientali.
Questo significa che il rilancio dell'Autodromo non passa attraverso deroghe ai vincoli di tutela.
Passa, al contrario, attraverso il rigoroso rispetto delle regole.
In un mio precedente intervento pubblicato su EnnaVivi avevo già evidenziato come Pergusa non dovesse essere costretta a scegliere tra la propria storia motoristica e il proprio patrimonio naturalistico.
Quella riflessione, oggi, appare ancora più attuale.
L'Autodromo rappresenta un patrimonio sportivo, storico e identitario che il territorio ennese continua a sentire come proprio. Migliaia di appassionati guardano ancora a Pergusa come a uno dei luoghi simbolo dell'automobilismo italiano.
Parallelamente, il lago costituisce uno degli ecosistemi più importanti della Sicilia centrale, un patrimonio naturalistico che merita di essere salvaguardato con il massimo rigore.
Le due realtà non sono in contrapposizione.
Possono diventare i pilastri di un unico progetto di sviluppo.
Per questo motivo ritengo che il nuovo percorso del Consorzio Ente Autodromo dovrebbe svilupparsi lungo alcune direttrici fondamentali.
La prima riguarda il pieno rispetto delle normative europee, nazionali e regionali che disciplinano la Riserva, assumendo la tutela ambientale come elemento qualificante di ogni futura scelta.
La seconda consiste nell'ammodernamento progressivo dell'impianto sportivo, intervenendo su box, paddock, tribune, centro medico, sistemi di sicurezza, infrastrutture tecnologiche e digitali, così da mantenere e recuperare gli standard richiesti dalle federazioni nazionali e internazionali.
La terza riguarda la valorizzazione dell'Autodromo come struttura polifunzionale, capace di vivere durante tutto l'anno attraverso attività sportive, corsi di formazione, eventi dedicati alla sicurezza stradale, iniziative aziendali, convegni, manifestazioni culturali e appuntamenti dedicati all'innovazione tecnologica e alla mobilità sostenibile, con particolare attenzione alle nuove tecnologie legate ai veicoli elettrici, all'idrogeno e ai carburanti alternativi.
Accanto al rilancio dell'impianto sportivo dovrebbe svilupparsi una vera strategia territoriale.
Pergusa possiede caratteristiche uniche che consentono di integrare l'offerta motoristica con quella naturalistica.
Percorsi ciclopedonali, birdwatching, trekking, educazione ambientale, ricerca scientifica, turismo scolastico e universitario, valorizzazione dell'enogastronomia locale e del patrimonio storico della città di Enna potrebbero diventare parte di un unico sistema turistico integrato, capace di generare economia durante tutto l'anno.
Non si tratta di una visione utopistica.
In Italia esistono già esempi concreti. Il Lago di Varese, il Lago di Ledro, il Lago di Caldonazzo e il Parco del Lago di Massaciuccoli dimostrano come ambiente, sport, turismo e sviluppo economico possano convivere grazie a una pianificazione attenta e a una gestione integrata del territorio.
Naturalmente, ogni progetto di rilancio dovrà affrontare anche le criticità che interessano da anni l'area di Pergusa.
Il rifacimento della rete fognaria, la manutenzione del sistema di raccolta delle acque meteoriche, il monitoraggio della qualità del lago, la tutela degli habitat naturali e la manutenzione della Riserva non rappresentano interventi accessori.
Sono condizioni imprescindibili per garantire un futuro sia all'ecosistema sia alle attività sportive.
Anche la governance del nuovo Consorzio dovrà essere all'altezza di questa complessità.
Serviranno competenze nella gestione degli impianti sportivi, nella promozione internazionale, nel marketing territoriale, nella capacità di attrarre investimenti pubblici e privati e nella programmazione economica.
Ma serviranno anche una profonda conoscenza della normativa ambientale, capacità di pianificazione strategica e la volontà di instaurare un confronto costante con gli enti di tutela, il mondo scientifico, le università, gli operatori economici e turistici, le associazioni e le istituzioni.
Solo attraverso una pianificazione condivisa sarà possibile evitare contrapposizioni sterili e costruire un modello di sviluppo realmente sostenibile.
Guardando ancora più avanti, senza mettere minimamente in discussione l'attuale presenza dell'Autodromo, sarà eventualmente possibile aprire, nel lungo periodo, una riflessione sull'evoluzione dell'intero sistema Pergusa qualora mutassero profondamente le esigenze sportive, urbanistiche o ambientali.
Ma questa appartiene a una prospettiva futura.

La priorità di oggi è un'altra.
Occorre valorizzare ciò che Pergusa rappresenta già oggi: un luogo unico, dove storia dell'automobilismo, patrimonio ambientale e identità del territorio possono continuare a convivere.
L'obiettivo dell'Amministrazione comunale e del nuovo Consorzio dovrebbe essere quello di trasformare Pergusa in un modello nazionale di integrazione tra sport motoristico, tutela della biodiversità, turismo sostenibile, innovazione e sviluppo economico.
Resta tuttavia una domanda di fondo, alla quale soltanto il tempo e i risultati potranno dare una risposta.
Il nuovo Consorzio Ente Autodromo di Pergusa sarà realmente in grado di affrontare una sfida così complessa?
La gestione di Pergusa, oggi, richiede molto più delle ordinarie competenze amministrative. Richiede una visione strategica, capacità manageriali, esperienza nel motorsport, competenze nel marketing territoriale, nella progettazione europea, nell'attrazione di investimenti pubblici e privati e, soprattutto, una conoscenza approfondita della normativa ambientale che disciplina una delle aree protette più importanti della Sicilia.
Servono professionalità capaci di dialogare contemporaneamente con istituzioni, federazioni sportive, enti di tutela ambientale, università, comunità scientifica, operatori turistici, imprese e associazioni del territorio.
È un profilo altamente qualificato, non facile da individuare.
La vera incognita, quindi, non riguarda soltanto il futuro dell'Autodromo, ma la capacità del nuovo Consorzio di dotarsi delle competenze necessarie per governare un progetto tanto ambizioso, evitando improvvisazioni, logiche esclusivamente politiche o scelte che non siano fondate sul merito e sulla professionalità.
Pergusa non può più vivere di annunci o di nostalgie.
Ha bisogno di una governance autorevole, competente, indipendente e capace di programmare il futuro con uno sguardo lungo, perché ogni errore rischia di compromettere contemporaneamente un patrimonio sportivo unico e uno degli ecosistemi più preziosi della Sicilia.
Se questa sfida verrà raccolta con serietà e competenza, Pergusa potrà davvero tornare a essere un modello nazionale di equilibrio tra motorsport, tutela ambientale e sviluppo economico.
In caso contrario, il rischio è quello di perdere ancora una volta un'occasione storica, lasciando irrisolto un potenziale che il territorio ennese attende da troppo tempo di vedere pienamente valorizzato.

Arch. Massimo Mazzola 

vedi anche:

Enna: lago di Pergusa sorvegliato speciale sulla biodiversità