Presunta truffa all’Agea, riesame annulla sequestri per 1,5 milioni a nove allevatori di Troina
Sono accusati di non avere i codici pascolo e dunque, di non avere mai fatto pascolare le mandrie nei terreni in concessione
Avrebbero percepito indebitamente contributi legati alla politica agricola comune. I nove allevatori della zona di Troina i cui pascoli ricadono nell’azienda silvo pastorale erano accusati di non avere mai portato ai pascoli le mandrie, ma il tribunale del riesame di Enna ha annullato i decreti di sequestro emessi dal gip, che erano stati richiesti dalla procura europea, disponendo l’immediato svincolo dei beni per un milione e mezzo di euro.
Al centro dell’inchiesta le indagini dei carabinieri del reparto agroalimentare. Gli indagati sono accusati di non avere i codici pascolo e dunque, di non avere mai fatto pascolare le mandrie in quei terreni in concessione. Il collegio di difesa con gli avvocati Ones Benintende, Caterina Galati Rando, Eliana Maccarrone, Elvira Gravagna, Angela Scinardo, Mario Cosentino, Massimo Cavaleri, Davide Saraniti, Giuseppe Terrana e Carmelo Scillia ha contestato l’insussistenza dei codici di pascoli che secondo l’accusa avrebbero significato che quelle mandrie non erano mai state ai pascoli.
I nove indagati, tramite i loro legali, hanno prodotto al tribunale di Enna consulenze tecniche, accertamenti sanitari, testimonianze, rilievi fotografici e video, per dimostrare comunque l’avvenuto ed effettivo pascolamento nei terreni dati in concessione ai singoli allevatori dell’azienda silvo pastorale di Troina e la conseguente corretta erogazione dei sostegni da parte dell’Agea.
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