Radica, disco di Francesca Incudine: secondo posto alla XXII edizione del Premio Nazionale Città di Loano
Radica conferma la forza artistica di un progetto che intreccia radici, memoria, lingua e contemporaneità con una scrittura musicale raffinata e profondamente identitaria
Radica (Moonlight Records/IRD), il nuovo disco di Francesca Incudine, si è classificato al secondo posto alla ventiduesima edizione del Premio Nazionale Città di Loano, il più prestigioso riconoscimento per la musica di tradizione in Italia. Il premio viene assegnato ogni anno alla migliore produzione musicale di ambito folk da una giuria composta da oltre cinquanta giornalisti specializzati e studiosi.
Il risultato porta Radica direttamente sul podio, confermando la forza artistica di un progetto che intreccia radici, memoria, lingua e contemporaneità con una scrittura musicale raffinata e profondamente identitaria. Un riconoscimento che testimonia la qualità del lavoro di Francesca Incudine, già tra le voci più autorevoli della nuova canzone d’autore in lingua siciliana.
“Radica” segna il ritorno discografico di Francesca Incudine, cantautrice e percussionista siciliana, che torna con un nuovo progetto a sette anni dalla vittoria della Targa Tenco.
Il titolo richiama la radica: in siciliano radice, ma anche escrescenza nodosa che si forma sul tronco o sui rami di un albero in seguito a uno stress, come forma di protezione dalle aggressioni esterne. Una metafora potente che attraversa l’intero lavoro.
I quattordici brani del disco (più una ghost track nella versione fisica), tra folk e canzone d’autore, diventano una radica che protegge, rinforza, riscopre e mette in luce: una radice che riporta alla terra d’origine, ma che si intreccia con quella che accoglie.
In un abbraccio orizzontale e verticale, i brani — alcuni già pubblicati come singoli — dialogano tra loro restituendo vissuti personali che si specchiano in scenari e fatti realmente accaduti o anche solo immaginati.
La storia individuale si intreccia con vicende da raccontare, spesso nascoste nelle pieghe del mondo. Sono storie di donne militanti: come l’attivista pakistana Sabeen Mahmud, uccisa a Karachi nel 2015, o Mariangela Maccioni, maestra resistente sarda che sfidò il fascismo rifiutandosi di celebrarlo durante le lezioni, venendo per questo arrestata dall’Ovra. A tessere ulteriormente la trama narrativa del disco, anche la “Cara maestra” di Luigi Tenco.
«Radica è quello che non tutti sanno vedere; di un albero si guarda la chioma o il tronco, ma la radice è ciò che lo sostiene e lo rende ammirabile. Radica è fiducia nel messaggio da scoprire tra i cerchi concentrici del tronco che racconta, così come vuole fare questo nuovo progetto, ancora una volta». Francesca Incudine
L’album è stato arrangiato da Manfredi Tumminello, Raffaele Pullara e Salvo Compagno (tranne Coroncina, con la produzione artistica di Mario Incudine, e Du paruleddi, con la produzione artistica di Antonio Vasta) e vede la partecipazione di numerosi ospiti: Pino Ricosta, Mario Tarsilla, Davide Inguaggiato, Samuele Davì, Daniele Schimmenti, Antonio Vasta, Salvatore Clemente, Riccardo Botta, Giovanni Arena, Germana Di Cara, Simal Nafees, Nafees Ahmad, Mario Incudine, Angelo Incudine.
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