Regalbuto: Settimana Santa

Regalbuto. Dopo la tradizionale visita ai ‘sepolcri’ del Giovedì Santo, il giorno dopo, alle ore 11, nell’antica chiesa di S.Sebastiano (risalente al XV secolo) un impressionante Cristo, traboccante d...

A cura di Pippo Pippo
28 marzo 2026 09:30
Regalbuto: Settimana Santa -
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Regalbuto. Dopo la tradizionale visita ai ‘sepolcri’ del Giovedì Santo, il giorno dopo, alle ore 11, nell’antica chiesa di S.Sebastiano (risalente al XV secolo) un impressionante Cristo, traboccante di sangue, viene condotto, dalle due confraternite, alla chiesa Madre.

Nel tardo pomeriggio un predicatore, vuole la tradizione forestiero, ai fedeli enuncia sette prediche, corrispondenti alle sette parole del Signore. In serata il Cristo viene schiodato dalla Croce e deposto nel ‘tumuletto’.

Sarà poi portato a spalla dai confrati del SS.Sacramento, seguito dall’Addolorata, portata sempre a spalla, dalle donne. Durante tutto il tragitto della processione vengono eseguite “le ladate” (lamenti) dei cantori accompagnati dalla marcia funebre della banda. A tarda notte, dopo l’ultima predica, la partenza dei fercoli: l’Addolorata torna nella chiesa di S.Maria, la Croce e il Cristo a S.Sebastiano.

Canti a cura di Pino Biondo

LA SIMÀNA SANTA (La Settimana Santa)

Esecuzione vocale:prima voce solista, Vito Bentivegna (anni66); seconda voce , Vincenzo Leanza (anni72); terza voce, Giuseppe Maggio (anni 65); coro, Francesco D’Amico (anni 61), Vito Di Pasquale (anni 62), Gaetano Giardina (anni 49), Salvatore Musarra (anni 59), Antonino Stancanelli (anni 44), Silvestro Fisicaro (a.60),Antonino La Bruna (anni 68), Emanuele Taverna (anni 75).

Trascrizione:Angelo Plumari.
Di luni s’incumincia iu ran chiantu
tra chiantu e chiantu la simana scura
iu marti ca iu passiu iu passiu santu
iu miercuri è la Santa Quarantana
di iuovi iu pigliaru a Cristu Santu
lu venniri è di lignu la campana
iu sabbitu Maria sparmà iu mantu
duminica Gesuzzu in cielu acchiana
ora ca siemu iunti a Cristu Santu
finìu la Santa Quarantana.

Lunedì comincia il gran pianto, fra un pianto e l’altro la settimana termina. Il martedì è la passione, la passione santa, il mercoledì terminano le quarantore. Giovedì Cristo Santo fu catturato, il venerdì è di legno la campana. Il sabato Maria allarga il mantello, domenica Gesù sale in cielo.

Il ritorno dei "Lamenti" a Regalbuto: una tradizione che rompe il silenzio e rinasce

a cura di Agostino Vitale

Per oltre vent’anni, tra le vie di Regalbuto, non si sono più uditi i “Lamenti”, antichi canti della tradizione popolare che accompagnavano uno dei momenti più intensi della spiritualità locale. Queste melodie non rappresentano unicamente un fatto culturale, ma affondano le loro radici più profonde nella fede cattolica, che proprio durante la Settimana Santa vive il suo momento culminante. Oggi, questa preziosa eredità si prepara a rivivere grazie all’impegno di associazioni e cittadini uniti dallo stesso obiettivo: recuperare e tramandare una memoria collettiva.

Che cosa sono i "Lamenti"? Si tratta di canti eseguiti con profonda partecipazione emotiva, che narrano la passione e la morte di Gesù Cristo. Venivano tradizionalmente interpretati da gruppi di cantori uomini durante il periodo della Quaresima e, in particolare, nel corso della processione del Venerdì Santo. Per l’intera comunità di Regalbuto, hanno sempre rappresentato un momento di intensa devozione e raccoglimento.

Il progetto di recupero L’idea di riscoprire e riproporre questa antica usanza nasce dalla preziosa collaborazione tra l’associazione Voculanzicula e l’Arciconfraternita del Santissimo Sacramento. L’iniziativa ha trovato da subito il sostegno e la benedizione di Padre Alessandro Magno.

A guidare concretamente il percorso è stata Donatella Guardione, promotrice e responsabile dell’iniziativa. Il suo primo passo è stato contattare Pino Biondo, noto ricercatore delle tradizioni orali, musicali e coreutiche della Sicilia. Il contributo di Biondo si è rivelato fondamentale: ha messo a disposizione testi e registrazioni audio di un canto eseguito nel 1996, permettendo di risalire ai nomi degli storici interpreti regalbutesi di allora: Vito Bentivegna, Vincenzo Leanza, Giuseppe Di Maggio, Francesco D’Amico, Vito Di Pasquale, Gaetano Giardina, Salvatore Musarra, Antonino Stancanelli, Silvestro Fisicaro, Antonino La Bruna ed Emanuele Taverna.

Determinante per la buona riuscita del progetto è stato anche il supporto del neo governatore dell’Arciconfraternita, Alessandro Adornetto, affiancato da Mariella Infantino, Mela Guardione e Cettina Lo Faro.

I nuovi cantori La sfida più grande è stata quella di individuare nuove voci disposte a raccogliere questa importante eredità. L'appello è stato accolto con entusiasmo da diversi concittadini, pronti a mettersi in gioco per far rivivere i "Lamenti". Il nuovo gruppo è così composto:

Prime voci: Arturo Miceli, Giuseppe Rapisarda, Sebastiano Rapisarda e Saro Mascali.

Coro: Antonio Capizzi, Giuseppe Cardaci, Salvo Scifo, Salvatore Liuzzo, Gaetano Marraro, Piero Fiorenza, Vito Zafferana, Vincenzo Mannino e Vito Spampinato.

Il ritorno dei “Lamenti” rappresenta molto più di una semplice riproposizione musicale: è un ponte tra le generazioni e un segno concreto di amore verso le proprie radici. Regalbuto si prepara così a riabbracciare una delle sue espressioni più autentiche, restituendo voce a una tradizione che per troppo tempo era rimasta in silenzio.