Shakespeare, dai sonetti. Devozione d'amore

Mio signore, che in servitù amorosadevoto all'amor tuo m'annodi forte,questo messaggio accogli,in segno solodi devozione, non d'ingegno in mostra.Tanto è più quella del mio basso ingegnoche parole non...

A cura di Pippo Pippo
23 giugno 2016 14:44
Shakespeare, dai sonetti. Devozione d'amore -
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Mio signore, che in servitù amorosa
devoto all'amor tuo m'annodi forte,
questo messaggio accogli,in segno solo
di devozione, non d'ingegno in mostra.
Tanto è più quella del mio basso ingegno
che parole non ho a vestirla tutta,
ma qualche tuo buon concetto, lo spero,
te la porrà dentro l'anima nuda
finché la stella che i miei mali volge
non appunti benigni in me l'aspetto
e addobbi a nuovo il mio amore straccione,
del tuo riguardo caro appaia degno.
Come io t'ami oserò vantare allora,
prima no, non mi mostro alle tue prove.


William Shakespeare