Shakespeare, dai sonetti. Devozione d'amore
Mio signore, che in servitù amorosadevoto all'amor tuo m'annodi forte,questo messaggio accogli,in segno solodi devozione, non d'ingegno in mostra.Tanto è più quella del mio basso ingegnoche parole non...
Mio signore, che in servitù amorosa
devoto all'amor tuo m'annodi forte,
questo messaggio accogli,in segno solo
di devozione, non d'ingegno in mostra.
Tanto è più quella del mio basso ingegno
che parole non ho a vestirla tutta,
ma qualche tuo buon concetto, lo spero,
te la porrà dentro l'anima nuda
finché la stella che i miei mali volge
non appunti benigni in me l'aspetto
e addobbi a nuovo il mio amore straccione,
del tuo riguardo caro appaia degno.
Come io t'ami oserò vantare allora,
prima no, non mi mostro alle tue prove.
William Shakespeare
5.0°