Si apre l'era della cardiologia interventistica strutturale all'ASP di Enna
Un traguardo che segna una svolta concreta per i pazienti ennesi e per l'intera Azienda Sanitaria Provinciale
All'Ospedale Umberto I dell’ASP di Enna, ieri, è stato compiuto un nuovo passo per la sanità del territorio: per la prima volta sono stati eseguiti tre interventi di cardiologia interventistica strutturale, una branca della medicina cardiovascolare che fino a poco tempo fa era appannaggio quasi esclusivo della cardiochirurgia tradizionale.
A spiegare la portata dell'evento è il Professor Marco Barbanti Primario di Cardiologia ed Emodinamica presso l’Ospedale Umberto I di Enna già professore ordinario all’Università Kore e uno dei massimi esperti nel trattamento delle patologie cardiache strutturali: “Il lavoro dell'emodinamica, racconta, si articola su due grandi filoni, da un lato il trattamento della cardiopatia ischemica, quindi delle coronarie, attività lanciata ad Enna quest’anno e già consolidata nel reparto; dall'altro quella che viene definita la "seconda anima" della disciplina, ovvero l'interventistica strutturale. Quest'ultima riguarda il trattamento di alterazioni di strutture anatomiche del cuore stesso — valvole, difetti congeniti o acquisiti — che per decenni sono stati trattati esclusivamente con interventi chirurgici a cuore aperto. Oggi, grazie all'evoluzione della cardiologia interventistica, è possibile trattare queste patologie in emodinamica, con tecniche molto meno invasive”.
I tre interventi eseguiti ieri riguardano il forame ovale pervio, una condizione che interessa circa il 20% della popolazione. Si tratta di una struttura situata tra l'atrio destro e l'atrio sinistro che, durante la vita embrionale, rimane fisiologicamente aperta per consentire al sangue di bypassare i polmoni. Alla nascita questo passaggio si chiude, ma in un paziente su cinque persiste. Nella grande maggioranza dei casi non provoca alcun problema, ma una piccola percentuale di soggetti può sviluppare complicanze serie, tra cui l'ictus in età giovanile.
Quello che rende gli interventi di ieri rilevanti non è soltanto il fatto di essere stati eseguiti per la prima volta in provincia di Enna, aprendo così la strada a procedure che d'ora in avanti potranno essere effettuate localmente e crescere progressivamente in numero e complessità, ma soprattutto la tecnologia all'avanguardia con cui sono stati condotti.
Il reparto, infatti, dispone di un sistema imaging integrato di ultima generazione, denominato “Echo Navigator”, che consente una visualizzazione amplificata delle strutture cardiache, rendendo ogni intervento più preciso, più sicuro e più governabile anche nei casi di maggiore complessità.
Sono pochissimi i centri in Italia a disporre ed utilizzare routinariamente questa tecnologia, e l'ASP di Enna è oggi tra questi: un primato che proietta l'azienda sanitaria provinciale in una dimensione di eccellenza.
Il valore per il territorio è immediato e tangibile. D'ora in avanti questi interventi entreranno stabilmente nell'agenda del reparto, e i pazienti ennesi non dovranno più spostarsi fuori provincia per ricevere cure che fino a ieri erano disponibili solo altrove.
Un doveroso plauso va a tutto il personale medico coinvolto negli interventi, i dott. Lorenzo Scalia, Chiara Barbera, Roberta Adamo, Claudia Reddavid e Daniela Russo con il supporto della dr.ssa Maria Elena Di Salvo, gli Infermieri Giuseppina Cucchiara, Salvatore Catanese, Eva Minisini e Emanuele Cameli, Angelo Tamburella e Alessandro Gerbino e i tecnici Liborio Campione e Sebastiana Perri.
L'azienda, inoltre, può già contare su un sistema completo di supporto pre-operatorio: tutti gli esami preparatori vengono effettuati internamente, il che significa che il paziente trova qui un percorso integrato a livello multidisciplinare tra le Unità Operative di Cardiologie e Neurologia.
Il prof. Barbanti sottolinea inoltre che, entro i prossimi mesi, lo spettro di patologie cardiovascolari che verranno trattate presso l’emodinamica di Enna aumenterà ulteriormente, e il sistema Echo Navigator diventerà uno strumento ancora più prezioso man mano che si affronteranno casi più sfidanti. Enna, da ieri, non è più soltanto un punto di riferimento per le patologie coronariche: è entrata a pieno titolo nell'era della cardiologia strutturale
“I risultati raggiunti dal nostro reparto di Emodinamica rappresentano un momento di grande soddisfazione per l'intera Azienda – spiega il Direttore Generale Mario Zappia – dimostrano che la sanità ennese può crescere, mettendo al centro i bisogni dei cittadini. La Direzione Strategica è pienamente impegnata ad elevare la qualità delle cure, affinché sempre meno persone debbano lasciare la provincia per trattamenti di alta specialità. Un ringraziamento va a tutta l'équipe di Emodinamica: in poco tempo hanno portato all'ASP tecnologie e procedure d'avanguardia. È merito della loro dedizione se oggi Enna è entrata nell'era della cardiologia strutturale"
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