"Ti stupro!"
Ha gridato davanti alla polizia un camerata di CasaPound, uno di quelli che postava: "Difendiamo le nostre donne" dai neri violentatori.“Ti stupro”. E nessuno, intorno a lui, ha battuto ciglio perché...
Ha gridato davanti alla polizia un camerata di CasaPound, uno di quelli che postava: "Difendiamo le nostre donne" dai neri violentatori.
“Ti stupro”. E nessuno, intorno a lui, ha battuto ciglio perché lo stupro in Italia è considerato una ragazzata.
“Dovete morire” urlò la maestra siciliana durante una sommossa di piazza e subito venne licenziata. Subito, con una solerzia e una velocità mai usate prima, neppure per i maestri filmati a picchiare gli alunni.
“Questa lega è una vergogna” ricordava la signora di Salerno a Salvini e si è ritrovata la polizia in casa.
C’è stata un’enfatizzazione mediatica, che ha strumentalizzato una canzone e una foto, ma nessuno ha mostrato scandalo per l’uso distorto delle due cose perché c’è una seria difficolta di comprensione. La gente anche e soprattutto “allitterata” legge e condivide, ma spesso non capisce quello che legge e condivide. Siamo pupi eterodiretti e la colpa non è delle “bufale” ma dell’ ottusità mentale.
Gabriella Grasso
5.1°