Una visita al Castello Medievale di Sperlinga
Da diversi anni a questa parte Sperlinga, con il suo castello medievale, il borgo rupestre e il bosco comunale, è meta ambita di turisti. Giornalmente, specie in alcuni periodi dell'anno, gruppi organ...
Da diversi anni a questa parte Sperlinga, con il suo castello medievale, il borgo rupestre e il bosco comunale, è meta ambita di turisti. Giornalmente, specie in alcuni periodi dell'anno, gruppi organizzati: scolaresche, associazioni, e gruppi di famiglie, scelgono questo centro per visitare un sito singolare nel suo genere cioè il castello medievale di Sperlinga costruito dentro e sulla roccia.
I visitatori giunti in Piazza Castello accedono al maniero dall'ingresso principale dove appena entrati, possono leggere il famoso esametro inciso sull'arco a sesto acuto del vestibolo il quale recita "Quod siculis placuit / sola Sperlinga negavit" a ricordo della non partecipazione di Sperlinga alla ribellione contro i francesi nella guerra del Vespro.
Si resta incantati dall'opera di escavazione della roccia avvenuta in tempi remoti e dai resti di fabbricati che risalgono all'anno mille. La cavalleria, capace di contenere decine di cavalli, le carceri adiacenti, dove chissà quante persone sono state rinchiusi nel lungo periodo feudale; l'enorme cappa tronco conica che buca la roccia di cui si ignora la vera funzione; il corridoio che trafora tutto lo spessore dell'enorme masso e conduce ad una porta denominata "falsa" fanno rimanere a bocca aperta, meravigliano per la loro grandiosità. Nella parte Ovest i visitatori possono scendere negli ipogei, sistemati ad una quota più bassa rispetto al piano di calpestio, dove un tempo vi erano le abitazioni dei dipendenti del feudatario.
La chiesa all'interno del castello, un tempo, fino al 1610 di uso pubblico, divenne cappella privata delle famiglie che possedettero la fortezza, è stata ricostruita ed e fruibile.
Ai piedi del castello, in un'ampia grotta di 165 mq, sono esposti numerosi oggetti della cultura materiale in particolare della civiltà contadina ormai un retaggio del passato, che costituiscono il museo etnoantropologico.
Il borgo rupestre è un'altra caratteristica di Sperlinga, consta di una cinquantina di grotte scavate a partire dai bizantini fino all'Ottocento; disposte su più piani costituiscono un interessante nucleo abitativo, oggi, ancora intatti, sono utilizzati come depositi, ed alcune acquistate dal Comune sono adibite a grotte-museo.
Chi giunge a Sperlinga non deve farsi sfuggire la visita al bosco comunale, oltre 150 ettari di querceta naturale, residuo delle antiche foreste siciliane, dove è possibile osservare grossi rapaci, e abbondante selvaggina; l'aria è salubre e ricca di ossigeno, sembra essere fuori dalla civiltà.
Non bisogna dimenticare che sul luogo è possibile acquistare prodotti caseari locali nonché tappeti ("trassate" e "carpite") tessuti con i tradizionali telai a mano ancora funzionanti.
Anche i giapponesi hanno scoperto il territorio di Sperlinga, tanto che, nella primavera scorsa, la televisione di Stato ha girato i due terzi di un film ambientato in Sicilia.
Salvatore Lo Pinzino
Emilio Barbera
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