Amministrative 2026. Arieccoli i “sondaggi”!
"Come "hackerare" i presunti "sondaggi" online"
Potevano mancare, in questa tornata elettorale, i “sondaggi”? Certo che no! Che poi la cosa simpatica non è tanto il “sondaggio” in sé, ma il come viene presentato, ovvero i sofismi per non dire che è proprio un sondaggio (che ha basi scientifiche e regole ben precise) ma qualcosa che ci assomiglia (non si vuole star qui a tediare con questi voli pindarici).
Ma chi è un po’ “studiato di informatica” sa bene che questa specie di “sondaggi” ha praticamente lo stesso valore dei like “hackerati” della celeberrima consigliera. E non c’è bisogno mica di inviare il link a chissà quale zio australiano, basta farlo in casa. Vi ricordate “Art Attack” che insegnava a fare “attacchi d’arte” con oggetti presenti a casa? Bene, cambiando un poco il format, facciamo un poco di “Hacker Attack”. Per questo “attacco al sondaggio” servono un PC, un modem, colla vinilica e carta igienica.
Per far risultare un voto in questi “sondaggi” serve un qualcosa che associ un voto a un qualcosa. I più scarsi associano banalmente un account Google (ad esempio i Moduli Google). E allora andatevi a creare quante più Gmail possibili. Se, invece, il “sondaggio” è un poco più “sperto”, associa il voto a un codice particolare che prende il nome di IP. Questo non è altro che la carta d’identità della nostra connessione. Infatti, anche se quelli che si sentono più “scaltri” usano la navigazione in incognito (con cancellazione di cronologia per sentirsi moderni James Bond), un dispositivo che si collega attraverso un modem scambia dei dati e, per capire da chi e verso chi avviene questo flusso di dati, la connessione è univocamente definita da un IP. Quindi, risalendo all’IP, si può risalire a tutto il flusso dati (capito, guardoni?).
Bene, se il voto è associato all’IP la soluzione più banale è cambiare IP. E non ci vuole chissà quale grande competenza informatica dato che, tranne se avete particolarissimi modem (ma i modem domestici generalmente hanno IP dinamico per le connessioni), basterà spegnere il modem, attendere qualche secondo e poi riaccenderlo. E, miracolosamente, avrete la possibilità di un altro voto. Passatevi il tempo e, nell'arco di un’ora, magari siete riusciti a fare un centinaio di voti (a proposito, questo è anche il trucco usato da diversi siti web che devono vantare “innumerevoli accessi” per aumentare i cosiddetti “accessi unici”).
Ma se proprio vi volete sentire dei moderni hacker (non certo ai livelli di quelli che – così si dice – hanno attaccato il profilo della consigliera), potete anche scaricare dei particolari programmi che creano una VPN, ovvero una sorta di “connessione nella connessione” che, peraltro, vi farebbe risultare anche in un altro Paese (è un buon metodo, questo, per aggirare quei siti che richiedono il riconoscimento in Italia mediante lo SPID o che sono stati bloccati in Italia).
Ovviamente tutti chiederanno perché, per fare ciò, abbiamo chiesto di usare anche la carta igienica e la colla vinilica… vabbè, ma ai tempi c’erano sempre, quindi da qualche parte mettetecele: forse aiutano il “sondaggio”, che fa acqua da tutte le parti, a diventare “duro come una roccia”!
Alain Calò
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