Amministrative 2026 Enna. Mancata riammissione candidato Antonio Messina. Rosalinda Campanile: "stiamo valutando rivolgerci a Corte di Giustizia Unione europea"
La Campanile nel difendere la candidatura del Messina: nutre dubbi su interesse impugnazione della Prefettura di Enna
....."la mancanza di un elemento essenziale dell’autenticazione costituisce difformità che la parte non può colpevolmente ignorare, stante la sua primaria essenzialità e trattandosi di uno dei pochi, semplici elementi ictu oculi rilevabili, con un minimo di diligenza, da un candidato che chieda l'autenticazione della propria sottoscrizione; né pare possibile ritenere che un legittimo affidamento valga a completare la fattispecie di un elemento costitutivo e a essa essenziale, ove mancante".
Con questa affermazione il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha annullato la sentenza del TAR favorevole al candidato al Consiglio Comunale di Enna Antonio Messina, estromettendolo definitivamente dalla competizione elettorale, dalla lista "Fare Comune", candidato Sindaco Ezio De Rose.
Quanto sopra nella giornata di ieri, oggi lo sfogo dell'Assessore comunale Rosalinda Campanile e candidata nella lista "Fare Comune" candidato Sindaco Ezio De Rose, sul suo profilo Facebook:
"Incredulità, rabbia, amarezza. Sono questi i sentimenti che mi e ci hanno travolto quando abbiamo appreso che la Prefettura aveva deciso di proporre appello contro la sentenza del TAR di Catania che aveva restituito ad Antonio Messina il diritto di essere candidato nella lista Fare Comune.
Antonio era stato escluso per una semplice distrazione, peraltro non imputabile a lui. Una mia distrazione. Un formalismo certamente previsto dalla norma, ma che, in questo caso, ha finito per schiacciare il principio più importante di tutti: quello della partecipazione democratica, del diritto di ogni cittadino a potersi candidare e mettere il proprio impegno al servizio della comunità.
Ed è proprio questo che ancora oggi facciamo fatica a comprendere. Per quale ragione un’istituzione così autorevole (a me carissima per appartenenza familiare) ha ritenuto necessario impugnare quella riammissione? Quale interesse pubblico si voleva davvero difendere? Quale beneficio collettivo può derivare dall’esclusione di un candidato stimato, competente e profondamente legato alla propria città?
CGA ha poi annullato la sentenza del TAR senza entrare nel merito, senza spiegare le ragioni sostanziali di una decisione che, ai nostri occhi, appare incomprensibile. Ha scelto di far prevalere la forma sulla sostanza, il tecnicismo sul diritto, la rigidità burocratica sul buon senso e sulla giustizia.
Noi continuiamo a ritenere quella sentenza del TAR seria, equilibrata e perfettamente aderente alla vicenda concreta. Per questo oggi proviamo un senso profondo di delusione, ma anche la determinazione a non fermarci. Stiamo infatti valutando di rivolgerci alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, perché crediamo che questa battaglia non riguardi soltanto Antonio, ma un principio più grande: il diritto alla partecipazione democratica.
Una cosa, però, è certa: Antonio era, ed è ancora oggi, la punta di diamante del nostro progetto politico e umano. E se io, noi avremo un ruolo nel futuro della nostra città, lui lo avrà prima ancora di noi, di me sicuramente. Non per compensare un’ingiustizia subita, ma perché Antonio possiede qualità umane, professionali e culturali rare, e perché il suo contributo rappresenta un valore autentico per tutta la comunità.
Ne sono profondamente dispiaciuta per l’accaduto .
Abbiamo perseguito tutte strade possibili per rimediare, con la determinazione e la caparbietà che mi appartiene.
Lo abbiamo fatto affidandoci ad uno stimato e serio professionista che ha patrocinato i due giudizi amministrativi, l’avv. Fulvio Licari che ringrazio pubblicamente per la Sua amicizia preziosa di cui mi onoro da sempre.
Ad Antonio non mancherà mai il mio affetto e sostegno, da oggi con un debito morale in più".
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