Create una città senza periferie, che è meglio
Enna. Prendendo spunto dalla riflessione di Enzo Di Serio, imprenditore ennese operante nel settore alberghiero, emerge con chiarezza un’esigenza diffusa: rendere la città più accessibile, viva e funz...
Enna. Prendendo spunto dalla riflessione di Enzo Di Serio, imprenditore ennese operante nel settore alberghiero, emerge con chiarezza un’esigenza diffusa: rendere la città più accessibile, viva e funzionale. La proposta di realizzare parcheggi gratuiti e attrezzati in prossimità di via Roma, recuperando immobili dismessi, così come la necessità di nuovi parcheggi e collegamenti strategici a Enna bassa (anche in prossimità dell’area del bar Agorà e dell’Università), evidenziano un bisogno concreto di servizi e infrastrutture realmente utili. Allo stesso tempo, viene sottolineata l’inefficacia di alcune opere periferiche, come il parcheggio al Pisciotto, percepite come distanti e poco funzionali rispetto alla vita quotidiana della città. Il messaggio è chiaro: i cittadini chiedono parcheggi “in città”, accessibilità e servizi, per rendere Enna più attrattiva, dinamica e vicina alle esigenze di residenti, giovani e attività economiche.
Provo ad integrare in modo più organico e tecnico il suo ragionamento.
Il nodo centrale non è essere contro le auto, ma saper governare i processi di crescita e sviluppo urbano attraverso una pianificazione integrata, coerente e finanziariamente sostenibile. Una città complessa come Enna richiede visione strategica, competenze tecniche e capacità amministrativa, elementi che allo stato attuale appaiono carenti. Nella giunta servirebbero figure con competenze più adeguate, oggi evidentemente insufficienti.
Enna, inoltre, è da sempre vittima di una gestione disorganica del traffico, in particolare nei principali ingressi e snodi di accesso sia alla città alta che alla città bassa. A ciò si aggiunge una criticità ancora più grave: alcuni di questi accessi risultano chiusi da anni, compromettendo ulteriormente la fluidità della mobilità urbana e penalizzando cittadini, pendolari e visitatori.
In passato, l’architetto e urbanista Leonardo Urbani aveva già elaborato un sistema strutturato di collegamenti tra città alta ed Enna bassa: torri–ascensore integrate nel paesaggio, con percorsi panoramici capaci di ridurre i dislivelli e il carico automobilistico, migliorando significativamente la viabilità. Studi sviluppati e approfonditi anche presso l’Università degli Studi di Palermo.
Personalmente, ho approfondito queste tematiche prima da studente durante il corso di Urbanistica e Pianificazione Territoriale e successivamente come Cultore della materia presso la Facoltà di Architettura di Palermo, ruolo svolto per alcuni anni nel corso tenuto dal Prof. Ferdinando Trapani. Ho lavorato su modelli di mobilità integrata, rigenerazione urbana e sistemi di connessione tra poli strategici. Le soluzioni di cui parlo non sono opinioni estemporanee, ma ipotesi fondate su studi e metodologie consolidate.
Le direttrici di intervento sono chiare:
parcheggi di attestamento collocati in punti realmente strategici e connessi;
collegamenti chiave tra centro storico, sedi universitarie, ospedale e Villa Pisciotto;
un sistema integrato di scale mobili, ascensori inclinati, percorsi panoramici e gallerie pedonali attrezzate con servizi (infopoint turistici, noleggio biciclette elettriche, fermate di bus navetta);
riqualificazione e valorizzazione di Villa Pisciotto come nodo urbano multifunzionale (parcheggio strategico, attività sportive, spazi aggregativi).
Ma la pianificazione non può limitarsi alla mobilità. Occorre integrare una strategia più ampia di rigenerazione urbana capace di valorizzare e reinterpretare nuovi spazi e aree della città, rendendoli attrattivi, vissuti e integrati con i servizi. In questo senso, è fondamentale affrontare anche le dinamiche che negli ultimi anni hanno progressivamente svuotato il centro storico e le aree commerciali tradizionali.
La presenza del “Sicilia Outlet Village”, nell’area industriale di Dittaino lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania, ha inevitabilmente modificato le abitudini sociali e commerciali: oggi molti cittadini si spostano fuori Enna non solo per fare acquisti, ma anche per passeggiare, incontrare altre persone, frequentare bar e vivere spazi ricreativi. Questo ha contribuito allo spopolamento del centro storico e alla progressiva scomparsa non solo delle attività commerciali, ma anche dei luoghi di aggregazione sociale, come bar e spazi di incontro, ormai inesistenti in alcune zone della città.
Per questo motivo, mobilità, commercio e valorizzazione culturale devono essere letti come un unico sistema. Senza accessibilità efficiente, i poli culturali non generano flussi; senza servizi, qualità dello spazio pubblico e nuove funzioni urbane, le attività commerciali non sopravvivono; senza luoghi di aggregazione, la città perde vitalità. Occorre quindi affiancare alla mobilità una strategia concreta di rilancio dei principali poli attrattivi, incentivando la nascita di nuovi spazi sociali, culturali e commerciali capaci di riportare le persone a vivere la città.
In questa direzione, risultano prioritari:
il rilancio del Museo Civico;
la valorizzazione del Teatro Neglia;
la riqualificazione dei servizi pubblici nel centro storico;
il sostegno e la rigenerazione delle attività commerciali di via Roma e delle aree a maggiore attrattività urbana;
la creazione di nuovi spazi di aggregazione (bar, aree verdi attrezzate, luoghi per eventi e socialità diffusa).
Tutto questo è coerente con le linee di finanziamento dei fondi strutturali europei dedicati alla rigenerazione urbana, alla mobilità sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Le opportunità esistono. Ciò che manca è la capacità di intercettarle attraverso studi di fattibilità seri, progettazione preliminare ed esecutiva, partenariati pubblico-privati e una struttura amministrativa capace di seguire l’intero ciclo del progetto.
Il limite più evidente dell’attuale amministrazione non è solo l’assenza di idee, ma l’incapacità di governare processi complessi di sviluppo urbano: manca una regia tecnica, manca programmazione a medio-lungo termine, manca una visione integrata tra mobilità, cultura, commercio e servizi. Come già evidenziato anche rispetto alla gestione del verde pubblico (si veda Villa Torre di Federico), emerge un deficit strutturale di competenze e pianificazione.
Le soluzioni sono state studiate da tempo, sono tecnicamente realizzabili e finanziabili, ma manca la consapevolezza e la capacità amministrativa per attuarle. Servono competenza, metodo e volontà politica per trasformarle in realtà e restituire alla città di Enna un percorso di sviluppo serio, moderno e sostenibile.
In conclusione, auspico che alle prossime amministrative questi aspetti possano essere affrontati con maggiore serietà, competenza e senso di responsabilità. È necessario che il dibattito politico si elevi, superando logiche improvvisate e puntando su programmi concreti, basati su studi, pianificazione e visione strategica. Enna ha tutte le potenzialità per crescere e rilanciarsi, ma serve una classe dirigente capace di interpretare i bisogni reali della comunità e di tradurli in azioni efficaci e durature. Solo così sarà possibile costruire una città realmente moderna, accessibile, inclusiva e capace di tornare ad essere vissuta quotidianamente dai suoi cittadini.
Arch. Massimo Mazzola
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