Enna. Così ci si difendeva dal freddo... una volta
Enna. Nei ricordi di chi ha una certa età, gli inverni rigidi ad Enna erano ricorrenti, con nevicate così abbondanti che la mattina era quasi impossibile uscire da casa per andare a lavorare perché la...
Enna. Nei ricordi di chi ha una certa età, gli inverni rigidi ad Enna erano ricorrenti, con nevicate così abbondanti che la mattina era quasi impossibile uscire da casa per andare a lavorare perché la neve, diventata ghiaccio durante la notte, aveva ‘murato’ la porta d’ingresso. Il Comune provvedeva sin dalle prime ore del mattino ad organizzare squadre di spalatori di neve reclutate tra i tanti braccianti senza lavoro, che con pale e carriole permettevano ai pedoni di camminare per le strade del centro. In quelle di periferia erano gli abitanti dei quartieri a spalare davanti la propria casa fino a quella del vicino, un passa parola…di ‘mutua buona volontà’. Di spargere sale neppure a parlarne… esisteva solo il prezioso sale da cucina. Così il manto bianco rimaneva immacolato ovunque per settimane intere. La nevicata più abbondante, a mia memoria, si ebbe nell’inverno del 1956 con quasi un metro di neve. Ma gli anziani raccontavano di altre eccezionali nevicate nella nostra Enna, che, ricordiamocelo, è a 956 metri sul livello del mare. Non esisteva la Protezione Civile e le scuole rimanevano aperte. Adesso è tutt’altra cosa. Con le unità di crisi ‘emergenza neve’ e l’organizzazione di riunioni - dove magari si prendono decisione alle 9 di sera per il giorno seguente e i sindaci corrono in fretta a firmare le varie ordinanze - si allertano volontari e mezzi spargisale in tempo reale. In quel tempo i ragazzi andavano a scuola rigorosamente a piedi e il più delle volte trovavano le aule al freddo per il mancato approvvigionamento di carbon-fossile che alimentava le caldaie esistenti solo al Santa Chiara, al Liceo e al De Amicis, mentre nelle ‘aule sparse’ ci si arrangiava con le stufe a legna. Adesso i ragazzi non vanno a scuola perché la viabilità è ridotta e si può circolare solo con catene o pneumatici da neve. Anche nelle case, al rientro da scuola, si trovavano ambienti freddi. Nel passato sia nelle case di famiglie modeste sia in quelle benestanti, si trovavano stufe di terracotta (nella foto un esemplare) o di ghisa (rare quelle di ceramica) che emanavano calore.
Salvatore Presti
4.6°