Enna. Processione della Donna Nuova 2026

“A Donnanova”, una delle più antiche feste della città

11 aprile 2026 23:50
Enna. Processione della Donna Nuova 2026 -
Condividi

La festa e processione di Maria SS. la Donna Nuova a Enna si celebra il sabato dell'Ottava di Pasqua (sabato in albis), rappresentando la gioia della Risurrezione. Il simulacro, detto anche "Madonna a fine lutto", viene portato in processione dai confratelli di Santa Maria la Nuova per le vie del centro.

Dettagli principali della tradizione:

  • Data e Luogo: Si svolge il sabato prima della domenica in albis, partendo dal santuario di Santa Maria la Nuova (tra le chiese più antiche della città, già legata ai Cavalieri Templari).

  • Significato: La "Donna Nuova" rappresenta Maria come la "nuova Eva", colei che per prima incontra il Figlio risorto, segnando la fine del lutto della Settimana Santa.

  • La Processione: Nel pomeriggio (intorno alle 18:00), il fercolo attraversa le vie storiche del quartiere fino a raggiungere il Duomo per una sosta e la benedizione, per poi tornare indietro nel rione di origine.

  • Partecipazione: L'evento è organizzato dall'omonima Confraternita e vede la partecipazione di altre rappresentanze confraternali ennesi. Il simulacro viene portato a spalla da sessanta confrati.

    Festa di Maria SS. La Donna Nuova
    Fra’ Giovanni dei Cappuccini ci racconta che la Donna Nuova era la Festa più importante e antica della Città, seconda solo alla Festa della Patrona e al SS. Crocifisso Abbandonato di Papardura. Il trionfo della Madonna col Cristo Risorto si svolgeva il terzo giorno di Pasqua con l’accorrere di tutta la città, dei canonici e della soldatesca. Già nel 1473 abbiamo notizie della Festa e di particolari dettagli del suo svolgimento. Le antiche immagini furono sostituite nel 1617, quando l’allora Procuratore Don Pietro Butera commissionò le nuove statue all’artista scultore di Nicosia Giovan Battista Li Volsi. Per la Donna Nuova e per la Festività di Pasqua il Collegio soleva organizzare elemosine per i poveri e nel 1579 si comprarono frumento, una vacca e duecentocinque arance; nel 1580 si comprarono una salma di frumento ed una vacca da dare ai poveri; nel 1588 si comprarono la vacca per la Festa di Pasqua per i poveri e duecentocinque arance; nel 1589 si comprò la vacca per i poveri; nel 1590 si comprarono carta, chiodi e spago per addobbare la Chiesa dopo averla colorata. Nel 1967 non si fa la processione della Donna Nuova perchè‚ non si raggiunge il numero dei portatori.
    Dal 1970, per lo stesso motivo, non si fa la processione e bisognerà aspettare il 1983 per riprenderla. Vari sono i privilegi accordati alla Festa:
    Privilegio accordato da Angelo Campochiaro Dottore in Sacra Teologia, Priore della Cattedrale di Catania e presentato alla Curia spirituale della Città di Enna al Protonotario Apostolico Don Mariano Petruso il 17 gennaio 1617 per la processione delle nuove statue;
    Autorizzazione in data il 17 Giugno 1618 dal Vicario Paternò di poter effettuare la festa entro i quindici giorni dal martedì di Pasqua in caso di maltempo;
    Il 31 Ottobre 1662 viene concesso dal Cardinale Astallo, Vescovo di Catania, il privilegio di poter effettuare la Festa di pomeriggio;
    In un anno ignoto (dopo il 1785) la Festa di S. Maria la Nuova viene spostata alla Domenica in Albis, prima di mattina e poi di pomeriggio dopo la Spartenza.
    Nell’ ultimo decennio la Festa è ritornata durante la settimana ma il Sabato dopo Pasqua.

    Notizie Storiche sulla Chiesa della Donna Nuova
    La Chiesa di Santa Maria la "Donna Nuova" è una delle più antiche della città di Enna. La costruzione del suo primo nucleo risale presumibilmente all'inizio del XII secolo. I documenti parlano della Chies quale dimora dell'Ordine dei Poveri Cavalieri del Tempio di Salomone (meglio conosciuti come Cavalieri Templari). Certamente il luogo dove sorgeva la Vecchia Cappella era suggestivo, ai lembi della città su un colle pieno di alberi. Visibile dal centro urbano, ne era tuttavia lontana tanto da essere utilizzata come lazzeretto durante le pestilenze. La vecchia Cappella, è quella che attualmente si trova alle spalle dell'attule Chiesa, finita di costruire nel 1660, ciò è desumibile dai muri esterni che hanno un diverso collocamento delle pietre ed una diversa muratura rispetto alla nuova. L'entrata era ad Ovest e l'altare nel muro che oggi divide la Chiesa antica con la nuova. Nel 1308 la Chiesa "...pagava di decime onze una e tarì dodici" (Pietro Sella - Relationes Decime Italiae - Secoli XII- XIV). Nel 1403 aveva bisogno di resturi, lo testimonia un altro manoscritto: il testamento del Capitano di Città, Notaio Guglielmo de Juliano, che lasciava delle rendite per la riparazione di diverse Chiese fra le quali quella della Donna Nuova. La Chiesa vide il suo definitivo assetto nel 1660 e nel corso dei secoli, si arricchì di opere d'arti non tutte giunte sino ai nostri giorni. Vi hanno lavorato grandi artisti, come Lo Zoppo di Ganci, Giuseppe Salerno, Giovan Battista Li Volsi da Nicosia, Frà Umile da Petraia, Giuseppe Sberna, e tanti altri. Il 13 Luglio del 1943 un bombardamento alleato causò il crollo del tetto e la perdita di molte opere d'arte. Riaperta dopo i restauri nel 1954, si è nuovamente arricchita di molte opere d'arte.

Foto a cura Luca Iannello