Ho scelto di restare

Dalle macerie più polverose alla conquista della luce. Una storia di fragilità, coraggio e rinascita: quando scegliere di restare diventa la più grande vittoria

A cura di Blogger Blogger
22 giugno 2026 08:42
Ho scelto di restare -
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Ci sono traguardi che non si misurano con un voto o con un titolo, ma con tutte le volte in cui si decide di non arrendersi. Questa laurea è il simbolo di una rinascita costruita tra lacrime, cadute e piccoli atti di coraggio quotidiano. È la testimonianza che anche dalle macerie più polverose si può ricostruire, imparando a guardarsi con gentilezza e a custodire quella luce che, nonostante tutto, non ha mai smesso di esistere.

Sento il bisogno di rivolgere un pensiero a quel buio denso che, per troppo tempo, ha cercato di soffocare la mia voce e spegnere i miei occhi. Se oggi festeggio questa laurea, non è solo per le ore passate in biblioteca o per gli esami superati, è perché, tra una lacrima e l'altra ho imparato di nuovo a respirare.

Guardo indietro a Bologna, a quello specchio che per anni è stato un giudice crudele, un nemico incapace di sorridermi perché io stessa avevo smesso di volermi bene. In quei giorni, il cibo non era nutrimento ma una prigione; il mio corpo non era una casa, ma un campo di battaglia dove mi sentivo sempre sconfitta, sempre "meno" degli altri.

Oggi, questo pezzo di carta tra le mie mani ha un peso diverso.

Non è solo un titolo accademico: è la prova tangibile che, dalle macerie più polverose, si può ricostruire un castello.

È il simbolo di una fragilità che, stanca di tremare, si è fatta coraggio ferocissimo. È la vittoria di una mente che ha smesso di punirsi per iniziare, finalmente, a sognare.

Mi ringrazio per aver avuto la forza di alzare lo sguardo e afferrare ogni mano tesa, anche quando pensavo di non meritarlo.

Mi ringrazio per aver scelto di restare, di lottare contro i mostri che abitavano i miei pensieri e di essermi concessa, finalmente, di splendere.

Mi ringrazio per ogni mattina in cui mi sono alzata con il cuore pesante come pietra, decidendo comunque di affrontare il mondo.

Mi ringrazio per ogni esame preparato mentre combattevo battaglie invisibili, e per ogni sorriso fragile che è stato un argine contro il crollo.

Mi ringrazio per aver resistito alla tentazione di sparire quando l'invisibilità sembrava l'unico riparo dal dolore.

Mi ringrazio per aver smesso di credere a ogni parola crudele che la mia mente mi sussurrava, imparando a difendermi... da me stessa.

Mi ringrazio per aver ricominciato a nutrirmi non per dovere, ma come atto d'amore, guardando il mio corpo non più come un nemico da disciplinare, ma come una casa di cui prendermi cura.

So che la bambina di ieri sarebbe fiera della donna che sto diventando, della mia pazienza e della luce che ho imparato a difendere dentro di me.

Lorena Profeta