Il palio dei Berberi a Calascibetta
“Palio dei Berberi”Fra le tradizioni arabe, di cultura popolare, acquisite durante la dominazione in Sicilia, il “Palio dei Berberi” è un’avvincente corsa di cavalli, veri protagonisti della manifesta...
“Palio dei Berberi”
Fra le tradizioni arabe, di cultura popolare, acquisite durante la dominazione in Sicilia, il “Palio dei Berberi” è un’avvincente corsa di cavalli, veri protagonisti della manifestazione, cavalcati rigorosamente a pelo tra gli inebrianti profumi del timo e d’altre erbe selvatiche.
Questa consuetudine fu portata a Calascibetta dai berberi, gente araba con usi e costumi diversi dalla popolazione autoctona, insediatisi a Calascibetta nel 851 d. C.. Il popolo dei Berberi discende da quelle stirpi libiche ben note agli antichi col nome di Getuli, Libi, Numìdi, ecc., che occupò l’area che va dal Mediterraneo al Sudan, dall’Atlantico all’Egitto.
Il percorso originario del palio, più lungo dell’attuale, partiva dalle pendici della necropoli di Realmese. La manifestazione, di grande attrazione popolare, si svolge la prima domenica di settembre in un’area designata agli incontri folcloristici rustici, in uno scenario ameno.
Il lunedì successivo alla prima domenica di settembre, alle quattro del pomeriggio, a Calascibetta rivive la corsa dei berberi, rigorosamente a pelo. Si ripete ogni anno, dall'ottocento, quando i coloni arabi si stabilirono nella fortezza di Kalath-Shibet, costruita per espugnare la vicina città di Enna. Dapprima una festa pagana, alla fine del secolo scorso cominciò a combinarsi con la sacralità dei riti religiosi, festeggiando la festa della Madonna di Buonriposo. Quest'ultima risale alla fine del secolo scorso, quando venne ritrovata, nelle miniere sotto il pianoro, una roccia con le sembianze della Madonna. Subito iniziò una 'guerra' tra il clero, che volevano quanto ritrovato in paese, e i minatori che non intendevano assolutamente concedere alle richieste dei rappresentanti della chiesa. A questo punto, si ricorda che è intervenuto il 'miracolo': la Madonna diventò, durante il tragitto, talmente pesante che non potè più essere trasportata in paese. In quel posto venne costruito l'odierno santuario. Alla rottura delle pignatte, al palo de "l'antinna", all'odore della salsiccia, che da oltre dieci giorni è il boccone d'obbligo, si aggiungono questi cavalieri che a pelo montano robusti cavalli.
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