Il tramonto silenzioso della Nuova DC a Enna
Un tramonto silenzioso, appunto. Ma non inevitabile
C'è un tramonto che a Enna è passato quasi inosservato, senza comunicati né rese dei conti pubbliche. È quello della Nuova DC, che esce dalle amministrative 2026 del capoluogo senza un solo consigliere comunale. Eppure la vittoria del centrosinistra c'è stata, ed è stata netta. Vladimiro "Mirello" Crisafulli è il nuovo sindaco con 9.975 voti, il 64,11%, staccando Ezio De Rose fermo al 32,23% e Filippo Fiammetta al 3,66%. La DC aveva scelto di stare a fianco di Crisafulli, ma "dall'esterno", senza presentare il proprio simbolo.
Da due seggi a zero
Nella scorsa legislatura la Democrazia Cristiana ennese contava due rappresentanti in aula. Oggi, nel nuovo consiglio che la Prefettura indica in 24 seggi – 16 alla coalizione Crisafulli e 8 a quella di De Rose – il nome della DC non compare.
Il dato sorprende solo a prima vista. Nelle liste di maggioranza la DC non ha corso con una propria identità, ma ha "mascherato" tre suoi candidati, distribuiti in contenitori civici diversi. L'operazione, pensata per moltiplicare le possibilità di elezione, ha prodotto l'effetto opposto.
L'errore della parcellizzazione
Sparpagliare le preferenze su tre fronti ha significato dividerle, non sommarle. Nessuno dei tre ce l'ha fatta. In un caso, raccontano dal comitato, per una manciata di voti – appena venti – che in un'altra configurazione sarebbero bastati per entrare.
Non è dunque, o non è solo, una questione di tessere in meno. Il calo degli iscritti c'è, come dappertutto, ma a Enna la "calata" della DC è figlia soprattutto di una scelta tattica sbagliata: rinunciare al simbolo per inseguire l'ospitalità altrui, e così disperdere quel voto di appartenenza che, pur ridotto, era ancora riconoscibile.
Il sostegno esterno a Crisafulli ha funzionato per il sindaco, non per chi lo ha sostenuto. Senza una lista-bandiera, senza un luogo chiaro dove convogliare le preferenze, la DC ha di fatto consegnato i suoi uomini a una competizione interna alle stesse liste che li ospitavano.
Una lezione tutta ennese
Il risultato è politico prima che aritmetico. Un partito che sceglie di non contarsi, per paura di contarsi poco, finisce per non contare affatto. E in consiglio comunale, dove fino a ieri aveva voce con due consiglieri, oggi la Nuova DC di Enna dovrà accontentarsi di guardare dalla porta.
19.1°