Meditazione al Vangelo domenica 21 settembre 2025

Gesù ci dona, in questa domenica del tempo ordinario, una parabola ricca di spunti per una profonda riflessione; Egli, da eccellente pedagogo, ci invita a percorrere nella gradualità i diversi passagg...

A cura di Pippo
15 settembre 2025 09:59
Meditazione al Vangelo domenica 21 settembre 2025 -
Condividi

Gesù ci dona, in questa domenica del tempo ordinario, una parabola ricca di spunti per una profonda riflessione; Egli, da eccellente pedagogo, ci invita a percorrere nella gradualità i diversi passaggi.

L’insegnamento ha inizio con la relazione di un amministratore che, per sua disonestà, truffa il suo padrone. Questo amministratore gestisce i beni del padrone come se fossero i suoi e da qui nasce questa domanda: Noi siamo rispettosi dei beni che ci ha affidato il Padre Celeste?

Tutti i beni, compresi quelli della bellissima natura (creata per l’uomo), o i beni materiali donati per Divina Provvidenza, provengono dalle mani di Dio e pertanto, per essi, dovremmo essere dei bravi amministratori, ma un’altra domanda nasce spontanea: Come abbiamo trattato l’ambiente terrestre in cui viviamo? Forse abbiamo esagerato nello sfruttarlo anche per un profitto economico o personale! Il Padre Celeste ci potrà chiedere conto di come abbiamo gestito il “Suo paradiso terrestre”. Forse noi, da cattivi amministratori, anziché usare abbiamo abusato senza rispetto!

Gesù poi ci invita ad un nostro discernimento contrapponendo l’ONESTA’ al suo contrario che è la DISONESTA’.

Per aiutarci a capire se si fa parte delle persone Oneste o a quelle Disoneste, Gesù ci dà i limiti senza possibilità di mezze misure: Il poco e il molto, che equivalgono la stessa cosa. Difatti Egli ci dice: “Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti”. Cioè, Gesù ci invita ad un modo di agire pulito, genuino e lineare; cioè ad un comportamento onesto che è autentico perché è espresso anche nelle piccolezze. Parimenti, sempre nelle piccolezze, si vede anche la disonestà di un uomo.

Gesù conclude la parabola mettendo alla fine del percorso riflessivo la centralità dell’insegnamento: ”Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’alto. Non potete servire Dio e la ricchezza”.

Gesù non è contrario alla ricchezza se questa è gestita da un bravo amministratore, ma alla adulazione del denaro che porterebbe ad accumulare sempre più, per avidità, anche con comportamenti disonesti ed ingiusti.

Come vivere il Vangelo di questa domenica? Apprezzare anche le piccole cose che ci dona la Divina Provvidenza, essere rispettosi del creato e di ogni bene (soprattutto se appartiene ad altri), gestire il denaro non in forma adulatoria e disonestà facendone uno scopo di vita.


Rosario Colianni

del M.M. Giovani Insieme e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (ex Apostolato della Preghiera)