Meditazione al Vangelo domenica 28 settembre 2025
Gesù ci dona una parabola con la quale si ammonisce l’ingiustizia e l’indifferenza verso il povero; per questo peccato, Egli ci avvisa della possibile condanna eterna.Gesù, utilizzando un linguaggio s...
Gesù ci dona una parabola con la quale si ammonisce l’ingiustizia e l’indifferenza verso il povero; per questo peccato, Egli ci avvisa della possibile condanna eterna.
Gesù, utilizzando un linguaggio semplice, ma duro e molto attinente al nostro vivere senza carità, ci dà la Parabola che riguarda un ricco, che indossava ogni giorno vestiti di porpora e lino finissimo e che ogni giorno mangiava a sazietà, e un povero, di nome Lazzaro, coperto di piaghe, che si nutriva con quello che cadeva dalla mensa del ricco.
Una parabola che ha degli estremi: Un ricco che si nutriva giornalmente in abbondanza e dall’altra parte un povero, tanto povero da nutrirsi di briciole che cadevano dalla tavola.
Un piccolo quadretto “sociale” che si può riscontrare nella nostra società. Basta pensare a quante nazioni ricche e quante quelle veramente messe alla fame; leggevo, che bastano solo i soldi spesi per gli armamenti per poter portare benessere a tutti i paesi sottosviluppati dell’Africa. Sorge spontanea la domanda: “senza andare lontano, quanti sono i bisognosi presenti nella città nella quale si vive?” Sono tanti i “Lazzaro”, che non hanno proprio niente, detti “Invisibili” perché scartati dalla società e ignorati da tutti come se non ci fossero.
La parabola mostra la piena indifferenza del ricco, ai bisogni di Lazzaro, per grande egoismo e per forza dell’appartenenza ad una “classe”, ritenuta più alta, dalla società umana.
Fortunatamente non è così per la Legge Divina!
Difatti, quando entrambi morirono, la situazione si ribalta: la condizione di salvezza è benevola per Lazzaro, al quale nulla manca in Paradiso, mentre è infelice per il ricco, che è destinato al fuoco dell’inferno. A chiedere aiuto, ora, è il ricco! Ma la risposta che gli si dà esprime il pieno Giudizio Divino: “Figlio, ricordati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti”.
La domanda sorge spontanea: “se il ricco avesse invitato il povero nella sua mensa a banchettare ogni giorno con lui, avrebbe avuto quella amara sorte?
Riassumendo i punti chiave della parabola:
Gesù ci invita all’attenzione dei bisogni dei fratelli ed essere operatori di CARITA’. Che il nostro Amore sia sempre un atto di DONAZIONE e di CONDIVISIONE del nostro vivere sensibile ai bisogni del prossimo. Finché siamo in vita abbiamo tutto il tempo per fare del bene ed essere poi accolti nella vita eterna. Anche tutte le sofferenze verranno prese in considerazione e “verranno cambiate in Gioia (Gv 16,23)”. Inoltre, ci ricorda che saremo tutti giudicati dalla Giustizia Divina; questa terrà conto del nostro Amore e del nostro rapporto con il prossimo. Nella parabola, vi è anche un invito chiaro alla conversione e a vivere la Parola di Dio: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”.
Rosario Colianni
Del M.M. Giovani Insieme e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (ex Apostolato di Preghiera)
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