Meditazione Vangelo domenica 1 Marzo 2026

Meditazione Vangelo domenica 1 Marzo 2026Gesù, in questa domenica di Quaresima, propone ai tre discepoli da lui scelti una salita in cima al monte Tabor. Un cammino che, anche se fatto insieme a Lui,...

A cura di Pippo
23 febbraio 2026 08:00
Meditazione Vangelo domenica 1 Marzo 2026 -
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Meditazione Vangelo domenica 1 Marzo 2026

Gesù, in questa domenica di Quaresima, propone ai tre discepoli da lui scelti una salita in cima al monte Tabor. Un cammino che, anche se fatto insieme a Lui, è difficile e faticoso. Questo cammino rappresenta la difficoltà della nostra vita.
I discepoli, in questa pagina del Vangelo, fanno un’esperienza unica e originale che mostra il termine della nostra vita e di come saremo. Difatti la loro visione, nel vedere il Maestro luminosissimo e con le sue vesti bianche più della neve, li lascia stupefatti: un anticipo di come risplenderà il Signore con la sua resurrezione. Un’esperienza mai vista da occhio umano, che gratifica e cancella tutte le fatiche: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne: una per te, una per Mosè e una per Elia”. Sembra che i discepoli vogliano rimanere immersi per sempre in questa esperienza fantastica e non porre fine al loro stupore.
Per Gesù si prospetta un corpo glorioso e luminosissimo dopo la sua dolorosissima salita al Calvario. Nella sua amara passione raccoglie tutte le sofferenze dell’uomo, si fa carico di tutti i nostri peccati e apre nel cielo la porta della città celeste per tutta l’umanità redenta.
Questa esperienza si conclude con una fitta nube che avvolge i protagonisti, tanto da mettergli paura, ma avvertono chiaramente una voce che dice: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. Nella vita di Gesù questa affermazione fu fatta dal Padre Celeste anche in occasione del suo battesimo per le mani di Giovanni il Battista. Un chiaro invito di Dio ad ascoltare le parole del Figlio, portatore dello Spirito Santo.
I discepoli, caduti con la faccia a terra e pieni di paura, furono toccati da Gesù: “Alzatevi e non temete”. E mentre scendevano, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo sia risorto dai morti”.
Raccolgo questo augurio: che nelle nostre paure e nelle nostre cadute possiamo essere sempre toccati da Gesù con il suo invito: “Alzatevi e non temete”. Perché tutte le fatiche della vita saranno tramutate in gioia nel vedere e partecipare alla gloria del Signore.

Rosario Colianni

del M.M. Giovani Insieme e della Rete Mondiale di Preghiera del Papa (già Apostolato della Preghiera)