Picuredda di Pasqua: “pecorella di Pasqua”
Ricetta tipica della Pasqua: Picuredda di Pasqua “pecorella di Pasqua”
La cuddura cu l'ova (o picuredda se a forma di agnello in pasta reale) è un dolce pasquale siciliano della tradizione contadina, composto da pasta frolla o pane dolce che racchiude uova sode intere, simbolo di rinascita. Decorato con codette colorate, assume forme come cestini, colombe o bambole, regalato anticamente per augurare fortuna.
Significato e Nomi: Conosciuto come Cuddura, Pupi cu l'ova, o Panareddi, il nome deriva dal greco kollura (corona). L'uovo sodo, sempre in numero dispari, simboleggia la fertilità e la Pasqua.
La "Picuredda" (Pecorella): Esiste una variante specifica, spesso realizzata con pasta di mandorle (marzapane/pasta martorana), modellata a forma di agnello, simbolo di pace e del sacrificio di Cristo, ornata con un fiocco rosso.
Ingredienti e Preparazione: L'impasto classico prevede farina, strutto (o burro), zucchero, uova, latte e talvolta ammoniaca per dolci, lavorati fino a ottenere una consistenza friabile.
Forme Creative: Le forme tradizionali includono cuori, colombe, campane, e cestini, che venivano creati per i bambini e scambiati tra fidanzati come promessa d'amore.
La cottura avviene in forno a per circa 20-30 minuti, finché la frolla non è dorata
Ricetta tipica siciliana della Pasqua
Picuredda di Pasqua “pecorella di Pasqua”:
durante la festa di Pasqua si celebra l’antico rito del sacrificio dell’agnello,
simbolo di purezza, da offrire alla divinità per riscattare gli uomini dal peccato.
L’agnello arrosto si mangia il sabato Santo,
nella fantasia dei pasticceri siciliani il sacrificio di sangue
si è trasformato nelle pecorelle di pasta reale che, insieme alle uova di cioccolato,
fanno bella mostra di sé nelle vetrine delle pasticcerie.
Vi propongo questa ricetta “li picureddi.”
Bisogna innanzi tutto procurarsi le forme di gesso.
Si prepara quindi la pasta reale,
si spolverano le due metà della forma all’interno con un po’ di farina e
si riempiono di pasta reale (nell’agrigentino, sono famose le pecorelle di Favara).
E’ usanza farcire l’interno con una pasta di pistacchi, ottenuta, amalgamando sul fuoco, pistacchi pelati e tritati e zucchero in pari quantità.
Si chiudono quindi, le due metà della forma, poi si staccano cercando,
con qualche colpetto, di far venir fuori la pecorella tutta intera.
Si prepara una glassa bianca
Ingredienti:
150 gr. di zucchero a velo,
un albume d’uovo battuto a neve,
il succo di 1/2 limone,
si amalgamano bene tutti gli ingredienti e si “fa la lana” della pecorella.
Le si infilza poi una bandierina rossa sul dorso.
Per la pasta reale o “pasta di mennuli”
Ingredienti:
1 kg di mandorle spellate e ridotte a farina,
1kg di zucchero,
una scorza di limone grattugiata,
6 albumi d’uovo.
Preparazione
Si fa sciogliere lo zucchero a cileppo, si spegne il fuoco e vi si butta la farina di mandorle in un sol colpo, si gira velocemente, si posa sul marmo e si fa raffreddare. Quindi si impasta come il pane ma non troppo, altrimenti perde tutto l’olio.
8.2°